Tra #VeryBello e #TheExtraordinaryCommonplace c’è di mezzo… l’Italia.

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5 Risposte

  1. Assolutamente d’accordo con te Davide.
    Alcuni la stanno prendendo come una critica all’agenzia (che è una delle ultime a livello di responsabilità) non comprendendo fino in fondo che qui c’è di mezzo l’Italia, la sua immagine ed anche il modo in cui vengono spesi i nostri soldi.
    Noi, professionisti del web e del digital, chiediamo solamente che le cose vengano perlomeno fatte cosi come noi le facciamo tutti i giorni nel nostro lavoro: con professionalità, competenza e attenzione.
    Poi è chiaro che si può sempre sbagliare, ma qui mi pare che ci sia stato un grande errore di fondo, di pianificazione e progettazione.
    Da contribuente chiedo umilmente: si potrebbe sapere chi ha autorizzato questo progetto? Dove e quando è stato pubblicato il bando di gara per un progetto cosi importante? Chi ha gestito a livello istituzionale questo progetto? Quali sono le linee guida di design, le milestone e il budget del progetto?
    Esiste un piano di social media marketing e content strategy? Chi lo cura? Quanto costa e quali sono le linee guida?
    Almeno a qualcuna di queste domande mi aspetto una risposta, celere e ficcante come il ministro Franceschini ci ha abituato con i suoi tweet quando è stato pronto a contrastare le (giuste) critiche piovute in questi giorni.

  2. Massimo Sinigaglia ha detto:

    Di questi tempi fare critiche a qualcosa che si muove comunque nella giusta direzione è piuttosto arduo, si diventa… uccelli rapaci notturni… cioè in una parola disfattisti e messi all’indice.
    Modestamente e senza spirito polemico vorrei però osservare che forse il problema sta a monte, cioè nella scarsa cultura digitale ancora molto diffusa tra i gruppi dirigenti (a livello della politica come dell’impresa).
    In effetti molti potenti decisori NON hanno semplicemente gli strumenti ad esempio per cogliere nel merito le giuste critiche di Davide e di fronte al “progetto” di un sito comunque decoroso e ben strutturato lo trovano comuque “moderno” ed “avanzato” e quindi soddisfacente al loro fine di apparire “all’avanguardia”, senza capire magari le piccole grandi differenze con un prodotto ai loro occhi del tutto simile, ma invece ben più efficace dal punto di vista digitale.
    Insomma non dovremmo assolverli per “non avere commesso il fatto”, ma almeno concedergli l’attenuante, in senso letterale, “dell’ignoranza”.

  3. Davide Basile ha detto:

    Perdonami Massimo ma quando ci sono di mezzo soldi pubblici (pare 5 min in questo caso) l’ignoranza secondo me non è ammissibile.

  4. Massimo Sinigaglia ha detto:

    Condivido Davide, forse dovevo esplicitare meglio la conclusione che voleva essere sarcastica: anch’io credo che l’ignoranza non sia ammissibile con i soldi pubblici e soprattutto sia squalificante per qualsiasi dirigente (politico ed aziendale che sia)… anche perché di collaboratori che ti spiegano le cose non è difficile trovarne… Ciao e grazie per l’accoglienza

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