Facebook Deals sbarca in Italia: addio Forsquare?


Ancora novità in arrivo da Facebook: da oggi è attivo anche in Italia “Facebook Deals“, ovvero la possibilità per le aziende di attivare promozioni/sconti per chi effettua il check-in tramite FB Places nei propri negozi (o a eventi predeterminati).

La funzione Offerte di Facebook (questa la traduzione italiana) consente alle aziende di ricompensare i clienti sfruttando a pieno un’opportunità unica per far conoscere il proprio marchio, incoraggiare i clienti a visitare i propri negozio e guadagnarsi la fiducia dei consumatori.

Lo scopo è quello di mettere le aziende in contatto con la gente aiutandole a diventare parte sempre più integrante delle conversazioni dei clienti (un po’ lo stesso obiettivo delle Sponsored Stories di cui scrivevo nell’ultimo post).

Esistono quattro tipi di offerte che è possibile attualmente creare:

  1. Offerte individuali: ideale per offerte una tantum destinate a clienti nuovi ed esistenti, consente di proporre un nuovo prodotto, offrire un omaggio con ogni acquisto, smaltire l’inventario in eccesso o semplicemente richiamare più persone nel proprio negozio.
  2. Offerte fedeltà: studiate per consentire di ricompensare i clienti più fedeli, possono essere sfruttate dai clienti solo dopo un certo numero di registrazioni (da un minimo di 2 ad un massimo di 20), che può variare in base al tipo di attività.
  3. Offerte amici: per proporre offerte e sconti a gruppi di massimo 8 persone che si registrano insieme. Queste offerte consentono all’azienda di incrementare l’esposizione della propria attività perché, per poter usufruire dell’offerta, i clienti devono presentare l’oggetto dell’offerta ad amici e familiari.
  4. Offerte di beneficenza: ideali per mostrare alle persone che all’azienda non interessano solo i profitti. Creando delle offerte di questo tipo l’azienda si impegna a donare in beneficenza un importo a propria scelta quando un utente usa la sua offerta.

Insomma, Facebook ha pensato ad un’offerta molto strutturata di… offerte (scusate il gioco di parole) che permetteranno alle aziende di sfruttare a pieno le potenzialità di questo strumento.

Come scrivevo qualche mese fa, la geolocalizzazione è il futuro del social networking e negli USA iniziative commerciali legate all’utilizzo di Foursquare, Gowalla e simili sono ormai più che semplici esperimenti (con risultati talvolta sorprendenti).

In Italia ci sono stati timidi tentativi da parte di qualcuno (vedi quello di Coin su Foursquare), ma la diffusione di queste attività è ancora agli albori.

Facebook, come è noto, è spesso capace di portare alla notorietà idee che non hanno raggiunto il “successo” adeguato in altri lidi.

L’arrivo di Facebook Deals (che nel giorno di lancio in Italia presenta già le attività di 5 titolatissime aziende) segnerà la morte di Foursquare (almeno dal punto di vista del suo utilizzo in ottica di business, e almeno qui in Italia)?

Io credo proprio di sì.

Voi?

  • http://twitter.com/chinaski_83 Francesco

    Per me un altro copia e incolla. Avessi la salute ci scriverei un post. :)

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  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Io penso assolutamente di no. Sono due cose profondamente diverse e la maggior parte di chi oggi in Italia usa Foursquare non lo fa per le promozioni e le offerte (ne esistono ancora troppo poche in Italia), ma per la componente ludica che il servizio offre.

    Poi sarà soltanto il tempo a dirci quale sarà la direzione che il mainstream seguirà.

  • http://twitter.com/SuonatoreJones Antonio Severino

    Ne parlavo prima con Luca, io la penso più o meno come te: se già 4sq era poco conosciuto in Italia, di sicuro Places non gli renderà la vita facile. È vero che fino ad ora l’utilizzo di 4sq è stato soprattutto per finalità ludiche, ma è anche vero che che Facebook gode di una potenza/influenza difficili da contrastare. Ultimo punto, quello dell’integrazione: anziché “imparare” un nuovo strumento come 4sq, probabilmente molte aziende preferiranno esplorare la geolocalizzazione attraverso un qualcosa che già conoscono – o almeno dovrebbero – e utilizzano: Facebook.

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Dipende da ciò che vogliono fare le aziende: se l’obiettivo è spostato sull’awareness sicuramente Places e Deals sono più adatti, se invece si desidera coinvolgere gli utenti Foursquare – ad oggi – vince 10 a 0.

    Facebook è come un grande tabloid, Foursquare come una rivista di nicchia.

    Ma secondo me – soprattutto in Italia – l’uno non escluderà l’altro, anzi. Non dimentichiamo che nel momento del lancio di Places, Foursquare ha avuto il suo momento di maggior crescita.

  • http://twitter.com/intranetlife Roberto Cobianchi

    Credo anch’io che Facebook porterà alla notorietà ciò che ora è rimasto confinato in una cerchia ristretta (anche se l’infografica di pochi giorni fa può far riflettere). Ma ampliata la cerchia degli utilizzatori (persone e brand), Foursquare prenderà il largo perché la sua capacità di ingaggiare le persone è molto superiore.
    Da un certo punto di vista si può dire che Facebook potrà fare la fortuna di Foursquare.

  • http://www.kawakumi.com Davide Basile

    Molto interessante il punto di vista per cui “Facebook (con la sua notorietà) potrebbe fare la fortuna di Foursquare”… Anche se fino ad oggi, il “copincolla” di Facebook (cui accennava Francesco più sopra) ha (quasi) sempre portato vantaggi solo a Facebook… :-)

  • http://www.kawakumi.com Davide Basile

    Concordo con te che siano due cose diverse… ma il mio ragionamento è questo:

    attualmente l’uso di foursquare in italia è limitato alla componente ludica (e io credo che questo sia un limite perchè in questo modo il servizio risulta poco “utile” agli utenti);

    finchè le aziende non inizieranno ad utilizzarlo dal punto di vista del business, la situazione rimarrà più o meno questa;

    le aziende non utilizzano foursquare lato business perchè il numero di utenti non è allettante;

    facebook si introduce in questa dinamica da “serpente che si morde la coda” con la sua “dote” di milioni di utenti;

    le aziende (presumibilmente) inizieranno a sperimentare il geosocialbusiness su facebook anzichè su foursquare;

    gli utenti saranno più “allettati” da FB Places + Deals che da Foursquare;

    foursquare resterà di nicchia rischiando di perdere la sfida.

    that’s all :-)

  • http://twitter.com/intranetlife Roberto Cobianchi

    Hai ragione. Occorre che Foursquare non si accontenti del traino ma resti un passo avanti. I prossimi mesi saranno molto interessanti!

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Io continuo a non vederli come “in sfida”: Foursquare nasce con l’intento di far “scoprire” alle persone la città, Deals e Places con quello di permettere alle aziende di segnalare le loro promozioni attraverso una sorta di display advertising interattivo.

    Insomma, come dicevo, da una parte c’è l’awareness dei milioni di utenti di FB, dall’altra l’engagement di uno strumento come 4sq: sta alle aziende decidere, e non penso che l’Italia sia un banco di prova “importante” in questo senso.

    Se ci si dovesse basare solo sulle dimensioni di Facebook, quasi qualsiasi altra forma di comunicazione on web non avrebbe più senso di esistere, spazzata via dal bestione di Zuckerberg, ma non credo sia così, pur essendo convinto della forza di Facebook e dalle sue infinite potenzialità – soprattutto a livello di biz.

    In USA poi sembra che 4sq non abbia subito il colpo, e anzi, come dicevo prima io e poi Roberto, è stato trainato dal lancio di Places, che ha avvicinato il checkin alle abitudini di tante persone, che hanno poi scelto di provare Foursquare.
    :)

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Già: sarà davvero interessante vedere in che modo la differenziazione proseguirà da entrambe le parti. :)

  • http://www.kawakumi.com Davide Basile

    Ovviamente io faccio il provocatore di turno, ma credo anche io che possano tranquillamente coesistere. :-)

    Per fare ciò però, a mio parere, 4square deve puntare dritto alle funzionalità che potrebbero fargli fare il salto di qualità anche qui da noi: tips e to do.

    In Italia pochissimi utilizzano queste funzioni che invece sono la vera potenzialità di 4square… e che lo identificano come “nato con l’intento di far scoprire alle persone le città”.

    Riguardo alla questione colosso FB Vs Resto del mondo (web), il problema è che il resto del mondo spesso si getta nella bocca del colosso facendosi sbranare con facilità. ;-)

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Esatto, concordo con te su entrambi i punti: la diversificazione è quello che può rendere Foursquare appealing anche con l’ingresso in campo di FB, e i “facili costumi” di tante aziende che si lanciano nelle braccia di Zuckerberg sono temi che dovremo affrontare altre mille volte nei prossimi mesi. Sicuramente.

    Tips e Todos sono feature poco utilizzate soprattutto da noi italiani, perché – ad esempio – a Venezia dove la maggior parte delle venue sono create da turisti, ci sono – in rapporto – molti più suggerimenti e rispetto a Milano.

    Poi l’introduzione delle foto ha dato, secondo me, linfa vitale a 4sq: almeno da quel che vedo tra le persone che conosco. :)

  • http://twitter.com/intranetlife Roberto Cobianchi

    Aggiungo che un altro elemento che può fare la differenza è la nascita di applicazioni / servizi che sfruttano i dati raccolti da 4sq con i check-in.
    Fino a quando il check-in (e i tip, le foto, i commenti,..) restano dentro 4sq, tenendo contro del fatto che lo sharing su Fb e Tw è grazie al cielo in calo, anche l’ingaggio degli utenti resta confinato in uno spazio limitato.
    Se questo non avviene è facile che la linfa vitale evapori in fretta.

  • http://www.kawakumi.com Davide Basile

    Concordo… io spesso mi perdo commenti alle mie attività in foursquare perchè non ho l’abitudine di andarmeli a leggere nell’app… :-)

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  • Alessandro M.

    Mah, senza dubbio dalla sua Facebook ha, oltre alla massa immensa di iscritti, anche una visibilità ben maggiore di foursquare. Volenti o nolenti il web in Italia si sta trasformando: non è più, come tempo fa, uno spazio riservato a poche persone appassionate che navigavano e usufruivano di diverse fonti, ma si sta trasformando in uno spazio con pochi siti visitati (facebook tra tutti) e sempre più legati ai social network e all’aspetto ludico/comunicativo della navigazione.
    In parole povere, foursquare, almeno in Italia, rimarrà legato ad una nicchia di utenti di medio-alto livello, mentre facebook avrà dalla sua una enorme massa di utenti di fascia medio-bassa (e per fascia medio-bassa non intendo in termini di cultura generale, ma di web-cultura).
    Vedremo come si evolverà la situazione.
    Io dal punto di vista delle PMI Italiane la vedo un pò dura: se un piccolo imprenditore ha remore nel creare un sito web dinamico o a investire nei social media non vedo come possa aprire e gestire un account di questo tipo, che ha una complessità maggiore di un semplice account facebook.

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