Povera Patria!
In 4 anni di blog non ho mai, tranne in casi eccezionali, scritto di politica. Ritengo che oggi sia uno di quei casi. Non tanto perchè il Governo ha ottenuto la fiducia. Non tanto perchè l’ha ottenuta per 3 voti. Ma perchè la nostra classe politica ci ha offerto l’ennesimo spettacolo raccapricciante.
Voti comprati e venduti, minacce, ribaltoni, offese, risse, insulti. E intanto noi, la vera Italia, siamo lì a cercare di sbarcare il lunario, abbiamo difficoltà ad arrivare a fine mese, ci siamo abituati a parole come cassa integrazione, munnezza, mafia.
E non parlatemi di destra, sinistra o centro. In questa Italia non esiste destra, nè sinistra, nè centro. Esistono solo circa 1000 persone che invece di fare gli interessi del Paese (cosa per cui sono stati votati e percepiscono migliaia di euro al mese) lo affossano e se ne fregano.
Dinanzi a questo scenario due parole mi restano sulla bocca: Povera Patria! E con esse tutte le altre della magnifica omonima canzone di Battiato.
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.
Attualissima. Parola per parola. Ogni parola una coltellata.
E la primavera intanto tarda ad arrivare…


14 dicembre 2010 

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