Il futuro dell’advertising non è l’advertising. Anche in Italia.


Robin Grant di we are social e John Bell di Ogilvy Digital Influence 360° (quindi non proprio due pivellini del social media marketing) hanno avviato in questi giorni un interessante dibattito sul futuro dell’online advertising e delle agenzie che se ne occupano.

Robin Grant ha parlato, anche attraverso un’ottima presentazione che potete vedere qui sotto, di quattro tendenze:

  1. la convergenza  tra advertising e digitale (in senso più generale)
  2. la convergenza tra earned e paid media
  3. la singolarità dell’agenzia
  4. un nuovo tipo di agenzia

In pratica, secondo Grant, l’avvento dei social media e il contemporaneo calo di attenzione degli utenti nei confronti dell’advertising più classico, spingono verso una “unificazione” delle agenzie che dovranno sempre più occuparsi di web marketing a 360° convergendo sensibilmente verso i social media.

E, aggiunge Grant, questo porterà sempre più verso un nuova tipologia di agenzia che dovrà avere determinate caratteristiche:

  1. Un’innata sensibilità per i social media
  2. Una conoscenza approfondita del marketing digitale
  3. Utilizzo di tecniche evolute di PR
  4. Talento strategico, editoriale e creativo
  5. Esperienza di ricerca e analisi

A queste caratteristiche, John Bell aggiunge tre principi che a suo parere determineranno il successo o l’insuccesso di queste nuove agenzie:

  1. dovranno essere organizzate intorno al concetto di “influenza” piuttosto che a quello di marketing mix
  2. dovranno essere pienamente integrate in tutte le cose che faranno
  3. dovranno mescolare il rigore delle discipline tradizionali con l’innovazione di quelle moderne

Da parte mia, oltre ovviamente a confermare quanto affermato da questi due “mostri sacri” del social media marketing, non posso che aggiungere che la tendenza all’unificazione della tipologia di agenzia è un’esigenza sempre più sentita anche dalla parte dell’azienda.

Sempre di più, infatti, i responsabili aziendali desiderano avere un unico interlocutore con cui avere a che fare per tutto ciò che riguarda il digitale (così come ad esempio hanno un unico fornitore per servizi commerciali, etc…).

Le agenzie dovranno perciò, a mio parere, sforzarsi di diventare sempre più dei super-consulenti unici per le aziende pronti ad accompagnarle passo dopo passo, esigenza dopo esigenza, problema dopo problema, soluzione dopo soluzione, nel percorso di digitalizzazione della propria comunicazione interna ed esterna.

  • http://www.paroleappiccicate.it Davide

    applausi… concordo appieno!

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  • http://twitter.com/Viralmente Daniele

    Ciao Davide, condivido quello che scrivi (come sempre del resto ;) ) e mi chiedo: dopo questa unificazione, arriverà forse quella tra azienda e agenzia?

  • http://www.kawakumi.com Davide Basile

    Non credo Daniele. Credo che ci saranno aziende che internalizzeranno alcune cose, ma la funzione dell’agenzia resterà comunque fondamentale. Non si internalizza mica il commercialista ad esempio… :-P

  • http://www.womarketing.netsons.org Andrea

    Ogilvy è quello che fa da un po’ almeno fuori l’Italia quindi non una grandissima novità per loro. Sono grandi strutture diversificate dove poi bisogna capire l’approccio specific nel Paese di riferimento.
    Il problema delle agenzie che vogliono adottare un modello come questo rimane nel modello di business. Più l’agenzia è basata su un modello prestabilito (PR, marketing, social adv) più è complicato perché deve vendere dei servizi che hanno in casa. Più è flessibile e si avvicina ad una struttura di Consulting (vedi Altimeter ad esempio) più questo passo è plausibile. Il problema rimane sulla parte implementazione ed operativa, che comunque mette in gioco la presenza di agenzie specializzate.

  • http://www.kawakumi.com Davide Basile

    Si Andrea, il problema come dici tu è strutturale e operativo. Una strada percorribile in tal senso, a mio parere, è quella dell’unione delle forze sotto il cappello di una capogruppo (holding). Più agenzie specializzate si mettono insieme formando un gruppo che fa da interlocutore unico integrato per i clienti. Strada questa che in Italia è stata intrapresa, ad esempio, dal gruppo Triboo Spa. ;-)

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