Guerrilla anti-Garibaldi a Napoli


Oggi 7 settembre, si festeggia il 150° anniversario dall’ingresso di Giuseppe Garibaldi ed i suoi mille nella città di Napoli. Per l’occasione i ragazzi del Laboratorio Insurgencia hanno pensato di… far sparire ogni traccia di Garibaldi, Vittorio Emanuele e Umberto I dalla città!

Bandiere padane, inoltre, sono state piazzate in mano alle statue di Vittorio Emanuele, in P.zza Plebiscito, e di Garibaldi e i suoi mille nell’omonima Piazza napoletana.

Scrivono gli autori di quella che è una vera e propria azione di guerrilla:

Oggi 7 settembre, si festeggia l’ingresso di Giuseppe Garibaldi ed i suoi mille nella città di Napoli. Da lì a poco con il vergognoso patto di Teano con i piemontesi di Cavour, il Meridione veniva condannato a 150 anni di subalternità. Una subalternità economica e sociale, una soggiogazione colonialista che si è espressa in termini culturali e biopolitici. Con questa data cominciano a Napoli i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, festeggiamenti che dureranno un anno e che vedranno la nostra mobilitazione per ricordare che quella bandiera per il Sud non solo non ha mai trovato posto, ma la sublaternità in cui c’hanno costretti è lunga 150 anni.

Abbiamo cambiato la toponomastica a strade e piazze che sono il simbolo dell’avvio di quel processo di colonizzazione avviato proprio con l’Unità d’Italia. I nomi di Garibaldi, Umberto I, Vittorio Emanuele, hanno lasciato il posto ai nomi di veri eroi meridionali come Michela De Cesare e Nicola Summa, briganti che difesero la loro terra, oppure Peppino Impastato ed i martiri di Pontelandolfo.

Le motivazioni del gesto sono condivisibili o meno (personalmente non condivido tanto), ma va dato comunque merito a quello che è un vero e proprio blitz “creativo” e comunicativo di quelli che non si vedevano a Napoli dai tempi dei famosi manichini anti munnezza.

Altre foto dell’azione le potete trovare su Repubblica.it.

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