Prima di chiudere un blog, conta fino a cento.
Il titolo di questo post è “preso in prestito”da una citazione utilizzata da Miriam Bertoli nella interessante discussione che si è scatena su FriendFeed in seguito alla decisione di Ducati di chiudere il mitico Desmoblog.
Mitico perchè uno dei primi corporate blog ad essere aperti in Italia.
Mitico perchè utilizzato come case history in centinaia di presentazioni, lezioni, corsi, etc.
Mitico perchè uno dei pochi corporate blog di successo in Italia.
Per questi ed altri motivi la decisione di chiudere Desmoblog non può passare inosservata agli occhi di chi si occupa di social media per professione, soprattutto considerando che dietro questa decisione c’è (c’era) un esperto di comunicazione digitale come Gianluca (che, credo, avrà contato anche fino a 200 prima di staccare la spina al paziente).
Il perchè della decisione lo si può leggere nel post di commiato:
I tempi e gli strumenti sulla Rete però scorrono velocemente e noi cerchiamo di essere sempre al passo. Per questo abbiamo deciso di chiudere il Desmoblog: per concentrare tutti i nostri sforzi su altri spazi di conversazione. Come sapete da qualche tempo abbiamo aperto la nostra pagina su Facebook; uno spazio aperto, visibile anche a chi non è iscritto, che è stato scelto da più di 180.000 persone per rimanere in contatto con noi. Inoltre conversiamo con gli appassionati e comunichiamo alla stampa online tramite Twitter, e utilizziamo il nostro canale Youtube per mostrarvi video divertenti e (speriamo!) interessanti.

Un discorso che ricorda un po’ le famose “migrazioni” citate da MandarinaDuck all’atto di chiudere DuckSide, altro corporate blog storico italiano (con la sottile differenza che Ducati ha prima creato gli “altri spazi” e poi ha “ammazzato” Desmoblog
).
Che dire? L’avvento di Facebook & Co. ha innegabilmente fagocitato gran parte della “conversazione” sottraendola ai blog. Questo è innegabile: secondo PostRank Analytics le conversazioni relative ai post scritti da me su questo blog nell’ultimo mese si sono sviluppate internamente al blog (cioè attraverso i classici commenti ai post stessi) solo nell’11% dei casi.
Da qui a dire che è giusto chiudere i blog e migrare verso altri lidi il passo è però lungo.
L’utilizzo di Facebook per conversare con i propri appassionati ha sicuramente dei vantaggi:
- Le persone oggi sono su Facebook e la maggior parte degli utenti (soprattutto qui in Italia) si è avvicinata al web sociale attraverso Facebook (e quindi ne conosce i meccanismi, è abituata al suo scorrere frenetico di informazioni, identifica il web con il social network di Mark Zuckerberg)
- Facebook è sicuramente una piattaforma più “interattiva” di un corporate blog
Non mancano ovviamente gli svantaggi:
- Facebook è di proprietà di Facebook
- Gli sviluppi futuri di Facebook saranno decisi da Facebook
Ducati (ma anche altre grandi aziende italiane) sembrano dire: “gli utenti sono su Facebook, Twitter e YouTube… noi andiamo su Facebook, Twitter e YouTube.”
Su questo non si può che essere d’accordo. Ma la questione non è “essere o non essere su facebook” e le domande da porsi sono altre:
Era necessario/utile chiudere il blog?
Facebook, Twitter, YouTube sono alternativi o complementari al corporate blog?
Che futuro ha (se lo ha!) il corporate blogging in Italia?
Secondo Gianluca (nella già citata discussione su FriendFeed) il “paziente (Desmoblog) era già morto da tempo” … il punto è proprio questo: era morto perchè inevitabilmente al giorno d’oggi i corporate blog sono destinati a morire o perchè in Ducati hanno smesso di credere in un progetto di successo?
Io propendo per la seconda opzione.
E per rispondere alle domande che ho posto prima, credo che Facebook, Twitter, YouTube non siano affatto alternativi al corporate blog, ma che anzi, se utilizzati in modo corretto, possano dare nuova linfa a quest’ultimo e aiutarlo ad evolversi e catturare l’attenzione del mainstream “facebookdipendente”.
Il futuro dei corporate blog è secondo me proprio questo: diventare il punto centrale di un network multicanale di luoghi di conversazione attraverso cui l’azienda faccia sentire la propria voce e ascolti la voce dei suoi clienti (attuali o potenziali).
Solo il corporate blog, in quanto piattaforma proprietaria e ufficialmente riconducibile all’azienda può (IMHO) svolgere in maniera efficace/efficiente questo compito fondamentale.


12 luglio 2010 | AUTORE: 
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