Prima di chiudere un blog, conta fino a cento.

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28 Risposte

  1. kOoLiNuS ha detto:

    Pienamente d’accordo con la tesi esposta che, tra l’altro, mi pare così logica e fondata sui concetti di “proprietà” della propria identità on-line da essere indice quasi di “incompetenza mediatica” quando rinnegata – come nel caso di Desmoblog – da Brand di primo piano.

  2. Claudio Vaccaro ha detto:

    Non lo so…stavo per dire che anche a me non convince questa scelta: nel mondo ideale produci contenuti per incrementare la tua presenza per i motori, attivare conversazioni e instaurare relazioni. Quindi la mia risposta è che no, non si dovrebbe chiudere un blog (in generale, ma soprattutto un blog come quello). Poi però mi sono ricordato che il mondo ideale spesso si scontra con il mondo reale, fatto di risorse e budget limitati. E mi sono ricordato che il mondo digitale che ci sta passando sotto al naso ci dice una cosa chiara: che la produzione di contenuto ormai sfuma sempre di più verso i social, dove la relazione è già “embedded”. Lo so che sembrerà eretico, ma ho come la sensazione che Ducati verrà seguita e che tra gli spazi di conversazione che vedremo lanciati sui prossimi futuri siti aziendali, il blog ricoprirà un ruolo sempre meno centrale…

  3. kawakumi ha detto:

    @Claudio: è anche la mia sensazione… credo che andrà proprio così… ma il punto è: è la strada giusta? (non sempre la strada imboccata dai big player è quella giusta)…

    Ovviamente vedere cadere prima DuckSide, poi il blog di Samsung e poi Desmoblog, qualche dubbio me lo ha messo… ma io continuo a credere che l’azienda debba necessariamente avere almeno un “luogo” di proprietà come repository di contenuti…

    Non si può dare tutto in pasto a Facebook…

  4. andrea serravezza ha detto:

    [sfera di cristallo ON]quando le conversazioni diventeranno così frammentate in giro per la piattaforme social e quindi ingestibili, le aziende torneranno alle origine spinte dal bisogno di controllare e aggregare informazioni e sentiment….allora rimpiangeranno i blog ;)[sfera di cristallo OFF] e via di aggregazione e frammentazione…è nella natura delle cose! 🙂

  5. Nereo ha detto:

    Innanzitutto ciao a tutti 🙂

    Il problema è uno solo: in nessuno dei casi citati gli “uomini della strada” da fuori sanno o sapranno mai i reali perché delle cose.

    Se ci fate caso pure gluca lo dice:
    Un giorno avrò una lunga storia da raccontarvi (CIT.)

    Sottovalutiamo un ciclo di vita dei blog aziendali che deve passare diverse stagioni, molteplici budget e tanti decisori diversi (fra le varie cose) e pensarlo un progetto difendibile (e da chi?) su base pluriennale è semplicemente riduttivo.

    Sembra che il fatto di essere blogger costringa a perdere di vista l’oggettività della vita d’azienda ma non deve essere necessariamente così 🙂

  6. kawakumi ha detto:

    Concordo perfettamente con te Andrea. 🙂

    P.S. = ma te l’ha detto il Polpo Paul che andrà a finire così? 😛

  7. Claudio Vaccaro ha detto:

    beh dipende da chi sei tu come azienda e da chi sono i tuoi clienti, credo. Forse per un’attività su internet conta e conterà ancora moltissimo avere un blog, per chi fa beni di consumo conterà sempre meno. Se ci rifletti un attimo però dire “lasciare tutto in pasto” ai social è già un concetto superato, di fatto: già ora sono un mashup di funzionalità e piattaforme di terzi (video su YT, foto su flickr, mi piace, plugin commenti, ecc…).
    Sono sempre più convinto che il futuro blog aziendale sarà un LIFESTREAM aziendale, un luogo dove aggregare con un senso la presenza digitale dell’azienda e le sue relazioni-conversazioni. Su quest’ultimo punto mi gioco un guestpost. 🙂

  8. kOoLiNuS ha detto:

    NON sono un addetto ai lavori, ma ho altre due riflessioni da aggiungere:

    1) vi è capitato di vedere una gara di MotoGP ultimamente? Quanti spot della nuova Ducati MTS1200 hanno trasmesso? Li avete contati?
    Non credo che alla base di questa scelta ci sia una questione di soldi. Un blog costa _sicuramente_ meno di UNO spot in prime-time

    2) ma la licenza d’uso per le aziende sono le stesse cui sono soggetto io privato cittadino? Se si sono abbastanza perplesso da questo “tuffo in facebook” …

  9. kawakumi ha detto:

    @Nereo: benvenuto! Davvero un piacere leggerti qui… Sicuramente (come diceva Enzo su facebook nei connti a questo post) il blog aziendale è un progetto time consuming che DEVE necessariamente avere il pieno appoggio dei decision maker aziendali… se non ci credono loro, è tutto inutile…

    @Claudio: non sono convinto che per chi fa beni di consumo sarà così inutile avere un blog…

    Riguardo al “lasciare tutto in pasto” credo ci sia differenza tra un mio post (pubblicato sul blog) e ricommentato da altre parti e un post scritto direttamente da altre parti… se le altre parti spariscono, nel primo caso il post sul mio blog resta, nel secondo ca so no…

    Riguardo al blog come LIFESTREAM aziendale potrebbe essere, ma dovrebbe comunque vedersi la “mano” dell’azienda (per non farlo sembrare un semplice ricicciamento di contenuti)… ma se vuoi illustrarci le tue idee con un bel Guest Post, le pagine di kawakumi sono sempre disponibili! 😀

    @kOoLiNus: sul punto 1) non vuol dire nulla quanto spendono in spot TV… i budget per il web sono sempre infinitamente più piccoli (purtroppo!)
    2) non credo cambi molto tra privati e aziende…

  10. Claudio Vaccaro ha detto:

    @koolinus
    1) Il budget per la comunicazione in TV non è detto che sia lo stesso di quello per Internet…e purtroppo tutti noi questo lo sappiamo bene 🙂
    2) di sicuro un’azienda che produce un video e lo pubblica su facebook non può reclamare chissà quali diritti. Ma quale azienda ormai pubblica un video con un suo sistema proprietario?? Userà YT…e il discorso è lo stesso solo che al posto di Fb c’è Google.

  11. kOoLiNuS ha detto:

    non giochiamo a non capirci 😀

    volevo sottolineare come anche se la % dei soldi da spendere sul web sono pochi rispetto a quelli della TV sono comunque sufficienti a tener su un blogg (i cui costi di avvio e mantenimento sono irrisori in bilancio).

    vedo, poi, che la questione “diritti sui contenuti” passa per voi in secondo piano … possibile? contano così poco uno “spot” o un coverage fotografico di un evento da “svenderli” a cuor leggero sul primo social network che capita?

    {cmq si va OT proseguendo così}

  12. kawakumi ha detto:

    @kOoLiNuS: non è un gioco che mi piace quello 😀

    i costi di avvio e mantenimento di un blog (se il progetto è serio e si vuole arrivare ad avere successo) non sono così irrisori… ma il problema non è la “quantità” di soldi da spendere ma la “destinazione” degli stessi: per molte aziende destinare anche 10€ ad un progetto blog equivale a buttare 10€…

    Per quanto riguarda la questione della “proprietà” dei propri contenuti, per me non passa affatto in secondo piano… è uno degli svantaggi di facebook che ho indicato nel post 😉

  13. Buongiorno a tutti, ciao kawakumi 🙂

    Sono allineato con le prime righe del post di Nereo ed aggiungo: qual è l’obiettivo (vero) della strategia di Ducati?

    Oggi ho riflettuto parecchio sull’accaduto ed ho capito di stare “girando a vuoto”. Se qualcuno conosce il reale (e non ipotetico… ) obiettivo di Ducati credo sarà più facile per tutti esprimere un opinione sensata.

  14. kawakumi ha detto:

    Ciao Ale,

    è un piacere leggerti qui! 🙂

    In realtà la “vera verità” non la sapremo mai… ma in quella discussione su friendfeed qualche cosa è saltato fuori:

    – Ducati ritiene che Desmoblog fosse morto da un po’
    – Ducati ritiene che i suoi utenti preferiscano Facebook al blog
    – Ducati ritiene di non aver bisogno dei “benefici” che un blog come quello può portare ad un’azienda

    Ergo… Ducati chiude il blog.

  15. E’ un piacere leggere te 🙂

    – Ducati ritiene che Desmoblog fosse morto da un po’

    Effettivamente dandoci un’occhiatina mi sembrava tutto tranne che vivo. Ho anche notato il “volume” di commenti ormai ingestibili 🙂

    – Ducati ritiene che i suoi utenti preferiscano Facebook al blog

    Probabilmente i suoi utenti hanno semplicemente bisogno di una community e, da che il mondo è mondo :D, non mi pare che un blog possa esser definito tale (e neanche facebook… a cui personalmente attribuirei altri ruoli).

    – Ducati ritiene di non aver bisogno dei “benefici” che un blog come quello può portare ad un’azienda

    Ecco, qui mi fermo 🙂 non so proprio cosa dire e rischio di sparare minchiate senza senso 🙂 ma dato che siamo tra amici ne sparo un pò…

    …se l’obiettivo di Ducati è (giusto e condivisibile) far leva sui Fan (e non parlo di facebook) per alimentare il proprio brand e la voglia degli amici dei fan di entrare a far parte di questa “community esclusiva”, allora porca miseria ci vuole, appunto, la community… intesa come posto in cui i fan discutono con altri fan quasi senza intermediari… dove sta la community? Sono io che non la vedo?

    Credo proprio che Ducati abbia ragione a credere che nel suo caso specifico un blog di quel tipo ha poco senso. Ho dato un’occhiata ad alcuni post ed i commenti parlano di tutto tranne che dell’oggetto del post stesso…

    Facciamo una scommessa? Mi gioco tutti i capelli… che mi cadessero in questo stesso momento :D… che quella gente non vede l’ora di poter utilizzare una vera community 😉

  16. Alessandro ha detto:

    OT: la scommessa di Sportelli non vale.

    Quando Desmoblog cambiò gestione (qualche anno fa..) ci fu una sommossa popolare tra i seguaci. Oggi questa sommossa non c’è stata mi pare di capire leggendo in giro. Gli unici a parlarne sono gli adetti ai lavori del mondo blog/comunicazione/relazione.

    Credo che Ducati abbia scelto valutando i proprio obiettivi. Quali siano questi obiettivi precisamente non lo sappiamo ancora, ma mi pare evidente che se la migrazione del focus comunicativo con i fan, sia passata su Facebook vuol dire che su quella piattaforma in questi anni di test ha dato risultati migliori (con quale misurazione è tutto un mistero).

    Che sia la fine dei corporate blog? Secondo me si, ma non nel senso più piatto che possiamo pensare, integrazione è la parolina magica che ha fatto espandere i blog e che può ancora essere strumento di una rinnovata vitalità.

  17. OTR: Alessandro stai per caso dicendo che non ho capelli? 😀

    Io comprendo bene l’utilità del blog aziendale ma analizzando un pò meglio questa situazione credo che il blog non sia più lo strmento ideale. Questa genete ha bisogno di condividere e fare community. Gli argomenti di cui discutere devono deciderli loro e non una “redazione”… non per niente quelli del blog non sapevano più che dire… mentre nei commenti sembra che di argomenti la gente ne avesse davvero tanti.

    Non per essere monotono… non vi arrabbiate… credo che un forum (o simili) possa esser molto più apprezzato dai fan (i clienti…).

  18. kawakumi ha detto:

    @Alessandro Giagnoli:

    concordo sulla necessità di far evolvere lo strumento corporate blog (se ne parla anche qui http://www.womarketing.netsons.org/social-media-marketing/1728/ducati-chiude-il-suo-corporate-blog-il-futuro-delle-corporate-conversations/ )

    @Alessandro (Sportelli):

    “non per niente quelli del blog non sapevano più che dire… mentre nei commenti sembra che di argomenti la gente ne avesse davvero tanti.”

    Prendere spunto dagli argomenti tirati fuori dai lettori nei commenti per scrivere nuovi post e stimolare la discussione sarebbe stata (IMHO) una mossa molto più intelligente rispetto alla chiusura di Desmoblog.

  19. Alessandro Sportelli ha detto:

    Indubbiamente una mossa intelligente ma non cambia il fatto che lasciare liberi gli appassionati di comunicare tra loro come e quando vogliono non è la stessa cosa che comunicare “a” loro.

    Per il resto vi voglio bene amici 😀

  20. kawakumi ha detto:

    Ma io sono d’accordo con te Ale… Solo che credo che blog, community e facebook non siano strumenti alternativi ma complementari!

    Fossero partiti da 0 e avessero deciso di non puntare sul blog… ok. Ma Desmoblog già ce l’avevano, funzionava, era un caso di successo portato in giro da tutti (e anche solo per questo po’ di brand awareness l’avrei tenuto in vita ;-))… perchè chiuderlo? Non lo capisco…

    Per il resto… vogliamoci bene AmmMicidiAmmOrrRe! 😀

  21. Alessandro Sportelli ha detto:

    Ma io sono d’accordo con te Ale… Solo che credo che blog, community e facebook non siano strumenti alternativi ma complementari!

    Solo per questa frase ti sposerei 😀

    Per il resto mi sorge un dubbio… non hai mica una Ducati vero? eheh

  22. kawakumi ha detto:

    Spiacente, mi sono sposato due mesi fa… 😛

    e no… non sono ducatista (ma mi interesserebbe sapere cosa ne pensano loro ;-))

  23. Pa ha detto:

    Salve a tutti,

    sono un ducatista e mi diletto con quello che vi dilettate anche voi,anche se spesso,come avviene per il 90% della popolazione mondiale,sono un abituale aspettatore dei vari blog di mktg, comunicazione (che brutta definizione) e chi più ne ha e più ne metta.
    Concordo con la tesi della complementarietà tra gli strumenti social e blog ma voglio essere breve.
    Il blog,come altri strumenti community oriented,sono time consuming e richiedono un intervento umano che ricade direttamente sui bilanci aziendali.Traete le vostre conclusione,ovvie.
    Sicuramente ci sarà stata una valutazione sul movimento registrato sul blog e lo steering probabilmente non ha ritenuto più così vantaggioso il costo beneficio.
    Mi sembra che alcune aziende siano allo sbando (non mi sto riferendo a Ducati) e alla rincorsa di un qualcosa che ancora non hanno ben compreso come gestire,coccolare e ammaliare (mi riferisco a NOI users)
    FB è più immediato e accoglie più frequentatori,anche un po’ dummies (senza offese) rispetto ad un blog aziendale!Ma allora siamo ancora alla ricerca delle masse?tutte quelle belle parole sulla comunità tribale e nicchie di mercato erano state espresse per fare un po’ di eco tra le montagne?
    Il Ducatista vuole appartenere a qualcosa di elitario ed esclusivo,vuole guardare con una sorta di disapprovazione i 4 cilindri giapponesi e NON vuole essere confuso con chi che sia.(descrivo lo stereotipo ducatista).
    FB è la novità per le masse ma non per gli early adopters che sono già alla ricerca di qualcos’altro.
    La Ducati NON è un bene di consumo,per quello ci sono i T.Max della Yamaha.

    Mi sorprende che alcuni aziende,come Ducati,con magari un target identificato da anni,voglia confondersi nel mare rosso.Ma la creatività dove è finita?!?Un Fan Page priva di Landing page personalizzata,senza un minimo di contenuti esclusivi,quasi fosse stata aperta da un appassionato e non dall’azienda stessa.

    La chiusura del Desmoblog è condivisibile o meno,non sarò certo io a giudicare la mossa strategica,ma se vuoi diventare Social Oriented fallo con stile e non perdendoti tra tante Fanpage,una uguale all’altra.

    Sorry se mi sono dilungato.

    Peace and love 😉

  24. Mushin ha detto:

    Concordo pure io sul fatto che dall’interno la prospettiva è differente (che non vuol dire a priori più completa) e che il blog è uno strumento e quindi come tale sacrificabile.

    Dovendo dare un’opinione la mia è che comunque la cura al problema Desmoblog non sia corretta, perché il problema del blog mi sembra più la mentalità dell’azienda che non ha investito per valorizzarlo.

    FB e il blog non sono alternativi, quindi questa scelta mi dice solo che hanno pochi soldi, che non vogliono aumentare il budget e che di conseguenza lo investono su una cosa che ritengono più redditiva del blog. Secondo me a torto, perché così come hanno affondato un blog, possono affondare una pagina FB.

    L’errore è strategico perché tutto il valore costruito sul blog resta, quello costruito su FB è esposto agli appetiuti FB, alla voglia di offrire o meno alcuni servizi e soprattutto alla mobilità delle masse (lezione Second Life). Quindi io avrei potenziato l’attività su FB e gli altri social (che seguono le stesse logiche) ma tenendo il blog ed eventuali community come centro.

    Insomma: secondo me hanno venduto la casa per andare in affitto.

  25. Piero Iacono ha detto:

    Su internet non si è disposti ad aspettare. Questo comportamento è figlio degli stessi media: essi vogliono che facciamo successo per un giorno e poi basta ( un po’ come succede per chi partecipa al GF ). E’ forse questo il motivo per cui si ricorre con sempre maggior frequenza a strumenti ( Facebook, Twitter ) dove la comunicazione è più veloce, ma l’aggressione più probabile. Facebook continua a parlare a masse indistinte ( vale la regola della quntità ) mentre il blog può diventare strumento di conversazione con una cerchia ristretta ( regola della qualità ).
    Credo la migliore strategia, dunque, sia quella di ascoltare i nostri clienti reali ecco perchè condivido appieno la riflessione : “Il futuro dei corporate blog è secondo me proprio questo: diventare il punto centrale di un network multicanale di luoghi di conversazione attraverso cui l’azienda faccia sentire la propria voce e ascolti la voce dei suoi clienti (attuali o potenziali)”. E questo credo valga al di là degli strumenti utilizzabili.

    Grazie !!!

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