Gatorade ha un centro di controllo per i social media!


Ogni volta che mi capita di essere invitato a qualche corso/master per parlare di Comunicazione Digitale, Social Media, Web 2.0 e compagnia cantante, una delle cose su cui spingo di più è l’ascolto.

La fase fondante e principale di quello che mi piace definire Brand Reputation Management 2.0 è infatti il monitoraggio delle conversazioni relative al mio brand/prodotto/servizio (a mio parere prima ancora delle fasi attive della condivisione e partecipazione).

Sapere cosa si dice del tuo brand online è, infatti, utile per conoscere le opinioni degli utenti più attivi, spesso dei veri e propri opinion leader, in modo da ricevere utili indicazioni per indirizzare la comunicazione sui prodotti/brand verso determinati aspetti piuttosto che altri.

La conferma che queste non sono solo parole/teorie viene da uno dei più attivi (in termini di comunicazione) brand del mondo: Gatorade.

Il produttore di sport drinks è infatti passato dalle parole ai fatti (e che fatti!) allestendo (nel quartier generale di Chicago) il primo centro di controllo per i social media al mondo.

6 maxi schermi e 3 postazioni di controllo attraverso cui i membri del team marketing possono controllare in tempo reale tutto ciò che si dice di Gatorade all’interno di blog, forum, social network, etc…

Per il monitoraggio Gatorade utilizza una piattaforma customizzata in base alle sue esigenze in collaborazione con IBM e Radian6.

Oltre al monitoraggio costante delle discussioni, Mission Control (è così che si chiama il centro di controllo), viene utilizzato per monitorare in tempo reale l’andamento delle campagne ed indirizza fortemente l’azione commerciale dell’azienda.

L’obiettivo, spiega Carla Hassan (Sr. Marketing Director – Consumer & Shopper Engagement di Gatorade), è quello di “prendere il più grande brand sportivo del mondo e  trasformarlo nel più grande brand partecipativo al mondo”.

E per combattere questa guerra bisogna avere una “stanza dei bottoni”.

Vi lascio con un video realizzato da Gatorade per illustrare il progetto Mission Control, e con una domanda: quando ci arriveremo anche in Italia?

Grazie a Daniele per la segnalazione.

  • http://twitter.com/marcoziero Marco Ziero

    La parte che mi piace di più: [...]ed indirizza fortemente l’azione commerciale dell’azienda[...]

  • http://www.kawakumi.com kawakumi

    Si Marco… è la parte che piace di più anche a me… Non un semplice “famolo social” tanto per, ma un utilizzo strategico del social media marketing. ;-)

  • Pingback: Gatorade lancia Mission Control, la torre di controllo per i Social Media | Marketing Non Convenzionale - Ninja Marketing

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  • http://www.simonelovati.com Simone Lovati

    La domanda è:
    Ascoltano veramente le persone? Lo fanno ogni giorno continuamene o tutti quegli schermi sono l’ennesimo trucco del marketing moderno per sorprendere e creare buzz attorno al brand…magari in cordata con gli amici di Radian6 e IBM?

    Non lo so, ma la mia sensazione è che queste iniziative si chiudano su loro stesse…ossia le si fanno solo perchè se ne parli…un buon metodo per creare rumore certo…ma non presentiamole poi come case history sull’ascolto in rete please!.

    Proviamo a vedere se è vero!
    Gatorade Social Control TEST Run
    http://strategytorun.it/test-run-gatorade-social-control-center-are-t

  • http://www.kawakumi.com kawakumi

    @Simone:

    1) non credo che un’azienda come Gatorade abbia bisogno di queste notizie per “creare buzz” (nè che abbia tutto questo bisogno di crearlo artificialmente).

    2) non so (e infatti non l’ho scritto) cosa monitorano in termini di fonti, paesi etc. Probabile che il monitoraggio sia limitato all’area USA (e quindi il tuo post non verrà mai considerato).

    3) la presento come case history (e se permetti, sul mio blog presento le case history che mi pare ;-) ) per il fatto che è sintomatica della sempre maggiore attenzione delle aziende verso queste tematiche.

    That’s all.

    (grazie comunque per il tuo contributo alla discussione… :-) )

  • http://www.simonelovati.com Simone Lovati

    @kawakumi il mio test e’ un modo scherzoso di esprimere un concetto…so bene che nn lo leggeranno mai…ma la realta’ e’ che aziende come Gatorade non solo ne hanno bisogno, ma le progettan co cura queste cose, fidati!

    Per quel che riguarda il discorso sulle case history non te la prendere, non mi riferivo a te in particolare, ma in generale ad un po’ tutti noi, la realta’ e’ che di aziende in giro che ascoltano ce n’e’ ben poche, e, scusami tu, stavolta, ma ascoltare, non significa guardare un bel dashboard con tanti bei numerini e grafici!

  • http://www.kawakumi.com kawakumi

    @Simone: ma mica me la prendo, figurati… è solo che credo che ascoltare debba significare sempre di più “anche” monitorare (e farlo in maniera analitica). E credo che raccontare storie come questa possa servire a stimolare la piattissima situazione del nostro paese da questo punto di vista e, soprattutto, male non faccia… tutto qui. ;-)

  • http://taffi.it Marco Tassinari

    Per me è molto preoccupante: come potremo distinguere un blogger pagato da una multinazionale da un blogger indipendente, quando andremo a caccia di notizie sulla sostenibilità di un’azienda? Ogni idea è la benvenuta.

    Marco

  • http://www.doctorbrand.it Doctor Brand

    NASA style :)

  • http://www.kawakumi.com kawakumi

    @Marco: questo è un problema sicuramante da tenere in considerazione, ma (IMHO) è una questione diversa da quello del monitoraggio (di cui si parla nel post)…

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