YouTube abbandona IE6. E intanto Chrome…
Per chiunque lavori un minimo a contatto con il web development Internet Explorer 6 è “il male”!
Quando si sviluppa un sito web la compatibilità con i diversi browser è una delle problematiche più frequenti, e la compatibilità con IE6 è davvero un grattacapo enorme.
Quasi sempre verrebbe la voglia di dire “Al diavolo IE6! Ignoriamolo!!!”, ma purtroppo ancora circa il 10% degli utenti del web utilizza questo obsoleto browser (soprattutto negli uffici della Pubblica Amministrazione).
A breve, però, i web developers del mondo potranno (forse) tirare un sospiro di sollievo… YouTube ha infatti annunciato che dal 13/03/2010 abolirà gradualmente il supporto ad IE6 ed ha iniziato ad “invitare” gli utenti che “arrivano” sul sito utilizzando quel browser ad eseguire l’upgrade a uno dei browser più moderni.

Da ieri (01/03/2010), inoltre, Google ha iniziato ad abolire il supporto per IE6 anche su Google Docs e Google Site.
Insomma… Per IE6 la fine si avvicina… Alleluja!
La domanda ora è: chi si spartirà la quota di utenti “orfani” di IE6?
Le statistiche di NextMarketShare sembrano indicare come principale candidato Google Chrome:

Se, infatti, Internet Explorer e Firefox (pur dividendosi ancora il mercato in quasi oligopolio) sembrano perdere colpi negli ultimi mesi, il browser di Google a fine 2009 ha scavalcato Safari e inizia a “dar fastidio” ai due colossi.
A mio parere (ma ne trovate conferma anche in una interessante discussione sul tema su FriendFeed) finchè Chrome non offrirà le possibilità di personalizzazione e gli add-ons che offre Firefox (soprattutto per gli sviluppatori di frontend) avrà vita dura.
Vero è che se oggi dovessi consigliare un browser a qualcuno che lo debba utilizzare solo per navigare, a differenza di qualche mese fa, consiglierei proprio Chrome.
E voi? Che utilizzate? Che consigliate?


2 marzo 2010 | AUTORE: 
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Grazie Davide è un bellissimo post! Si vede che si [...]
@Davide, in che senso... illuminano sono curiosa d [...]
Grazie mille. Beh, di "fenomeni" Facebook ne ha cr [...]