UPIM si affida al web per il restyling del logo

UPIM (“Unico Prezzo Italiano Milano“) è la famosissima catena italiana di grandi magazzini di fascia media. Il primo negozio fu aperto a Verona nell’ottobre del 1928, con il marchio UPI (“Unico Prezzo Italiano”). Per distinguersi da un’omonima agenzia di pubblicità preesistente, l’azienda dovette aggiungere la “M” finale, da qui il nome Upim.

Stiamo parlando quindi di un marchio storico, non di una startup o di un’azienda in fase di lancio (come potrebbe essere quella per cui lavoro io).

Nel gennaio 2010 UPIM è stata acquisita da Gruppo Coin con l’obiettivo di rinnovare e rivitalizzare l’insegna, forte del successo ottenuto con il rilancio dei due brand OVS e COIN (anche grazie al contributo di uno dei web marketing manager “lato azienda” a mio parere più preparati del recente panorama italiano).

Per dare un segno di discontinuità con il passato, UPIM ha deciso di partire da un restyling del suo storico logo, e per farlo ha scelto la community di creativi di Zooppa. Il risultato del contest sarà utilizzato da UPIM in qualsiasi contesto dovrà essere presente il suo logo, dai punti vendita al web, dalla comunicazione off-line ai prodotti private label.

L’autore del logo che UPIM deciderà essere il migliore sarà quindi ricompensato con una cifra di ben 12,000$, comprensivi della fee per la cessione della licenza esclusiva e permanente di utilizzo del singolo materiale prodotto sul canale off-line.

A valutare le creatività (grafiche e concept) UPIM ha chiamato una giuria d’eccezione, composta da autorevolissimi membri: Stefano Beraldo, Amministratore Delegato del Gruppo COIN, manager innovatore nel panorama del retail, Elio Fiorucci personalità eclettica e originale, pioniere della moda e della comunicazione, stilista, talent scout e imprenditore e Francesco Morace, sociologo, scrittore, giornalista, docente universitario e presidente di Future concept lab, da anni attivo nel campo dell’innovazione e della ricerca di nuovi trend.

Davanti ad una scelta che definirei almeno “coraggiosa”, le domande da porsi sono quelle che sollecita Giorgio nei commenti al post dedicato alla questione:

…cosa fa la differenza tra un supporto consulenziale come quello offerto dall’agenzia e la disintermediazione operata da Zooppa? Questo “saltare uno step” è un’ottimizzazione dei processi comunicativi offerta dal nuovo web o UPIM con questa scelta “perde qualcosa”? E ancora, la scelta di una giuria di qualità può in qualche modo sopperire all’audacia della decisione?

Le risposte a queste domande non sono, secondo me, così ovvie come si qualcuno potrebbe pensare, ma in linea generale la scelta di UPIM (e del Gruppo Coin) è da apprezzare e approvare.

Se è vero (ed io ci credo) che “il potere” è sempre più nelle mani dei consumatori e che questi vogliono essere coinvolti nella vita e nei processi delle aziende, passi che vanno in questa direzione prima o poi saranno necessari per tutti. Farli prima degli altri e prima di “essere costretti” è una decisione saggia e lungimirante.

UPIM quindi, sempre secondo me, non perde nulla, e potrebbe invece guadagnare tanto da questa operazione.

Siete d’accordo con me?

5 Comments

12 Risposte a “UPIM si affida al web per il restyling del logo”

  1. uh c’avevo pensato per il blog ma non credo di disporre di 12.000 $ a questo punto dovrei prima aprire una raccolta fondi…mi sa che il ricavato lo utilizzerei in altro modo :)

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  2. eh certo fables… magari per un’abboffata al Piccolo Abruzzo! :-)

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  3. Sono completamente d’accordo, complimenti a Coin, a Gianluigi e a zooppa, oltre che naturalmente all’autore del post. ; )

  4. Grazie mille Nicola… Prima o poi devo scrivere un post anche sulla tua attività e sulla tua azienda che in fatto di Web 2.0 è una pioniera! :-)

  5. e si con 12.000 dollari facciamo l’abbonamento di un lustro!

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  6. potremmo anche pensare di rilevare l’attività… huahuahuahuhau

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  7. l’importante è che teniamo lo stesso fornitore della ricotta :)

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  8. Grazie a Nicola per i complimenti e a kawakumi per il post.

    Sicuramente l’idea è stata originale e coraggiosa e anche io, come potete ben immaginare, credo che le opportunità siano maggiori dei rischi, era necessario dare una scossa e mi sembra che l’obiettivo sia stato raggiunto, siamo a oltre 1600 proposte tra grafiche e concept.

    Mi fa piacere però sentire altri pareri…

  9. Sono d’accordo anche io: la scelta di Upim può solo portare opportunità e benefici e personalmente non vedo rischi in una scelta così. Bel post e complimenti a Gianluca :)

  10. La gara lanciata su Zooppa per il restyling del logo UPIM, ha dato i suoi frutti: 4740 proposte grafiche per il nuovo logo; 585 proposte per il nuovo nome delle collezioni uomo, donna e bambino. I numeri parlano da soli: un’operazione del genere presenta i suoi rischi, ma evidentemente anche molte opportunità. Consideriamo inoltre che lo “zoccolo duro” della community dei creativi di Zooppa non è costituita da “semplici” consumatori, ma soprattutto da professionisti della comunicazione in cerca di nuove prospettive (la recessione mondiale ha colpito tutti, inutile negarlo). Bene, detto questo, diventa facile giungere ad una conclusione: Gianluigi Zarantonello conosce bene i suoi polli. Originale e audace? Non direi, piuttosto buon capitalizzatore e conoscitore delle nuove leve della comunicazione. Onore al merito. Dimenticavo… buon lavoro alla giuria: ci sono 5325 proposte da spulciare.

  11. speriamo venga scelta una delle mie…
    :D “ekleipsis” ;)

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  1. uberVU - social comments - 2 febbraio 2010

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