Twitter: integrarsi per crescere
Ormai è risaputo che l’Italia, se si parla di social network e simili, è territorio di dominazione quasi esclusiva di Facebook.
Altri social (o comunque piattaforme che nella concezione dell’utente medio sono ad essi assimilabili) tentano in vari modi di “strappare” quote di mercato (rappresentate da utenti) al social network di Marc Zuckenberg.
Uno di quelli che ci sta riuscendo meglio è Twitter (che è in realtà una piattaforma di microblogging) attraverso una sempre più chiara strategia: integrarsi per crescere.
Twitter è da tempo “ufficialmente” integrato proprio con Facebook, FriendFeed e 12Second.

Proprio stamattina, infine, leggo dal blog ufficiale di LinkedIn, della imminente attivazione di una connessione tra Twitter e il social network professionale per eccellenza che permetterà agli utenti di sfruttare vicendevolmente i servizi delle due piattaforme.
Gli status di LinkedIn potranno essere condivisi anche su Twitter e viceversa, e i due social lavoreranno insieme “Like peanut butter and chocolate!” (come scrive il team di LinkedIn).
Il concetto è, quindi, un po’ questo (permettemi la evidente forzatura): “Se non si riesce a battere i concorrenti (in primis Facebook) integriamoci e cresciamo al loro interno. Permettiamo agli utenti di continuare ad utilizzare le piattaforme altrui usando ANCHE la nostra contemporaneamente.”
Certo, Twitter si sta muovendo anche in altre direzioni (vedi la localizzazione in lingua italiana e la novità delle liste lanciate da poco), ma questa dell’integrazione sembra essere una buona via per accorciare il gap nei confronti soprattutto di Facebook.



10 novembre 2009 

Mmm…non so Davide: certo, API e interscambio applicativo sono la base per crescere (nessuno più di Twitter lo dimostra!) ma sebbene in molti lo sostengano io non credo che Twitter e Facebook siano da considerarsi competitor. In primis, per ammissione dei suoi stessi inventori, Twitter NON è un social network. Potenzialmente, è il più grande mass media mai creato nella storia…ma UGC! Una piattaforma globale di informazioni in tempo reale, che tutti a tendere aggiorneranno e a cui tutti attingeranno. Lo dimostra anche l’utilizzo che già oggi gli utenti ne fanno…c’è chi lo aggiorna mediante Friendfeed, chi con FB, chi da Posterous, Post.it (:-)….Cosa ben diversa invece dalle peculiarità di Facebook, che è propriamente IL social network per eccelleza, ovvero aiuta a MANTENERSI in contatto. Anche se ultimamente le sue velleità di motore di ricerca e di instant life-streaming si sono rivelate in tutta la sua forza. Staremo a vedere, ma io intuisco (tipo mago othelma!!) due strade diverse: una, twitter, incentrata sulla piattaforma (twitter come stream universale, così come google lo è per le pagine web), l’altra, Facebook, incentrata su accesso e relazione e soprattutto messaging, come evoluzione di tutti quei sistemi che prima erano distinti. Anche i modelli di business probabilmente prenderanno strade molto diverse. Questa è la mia ma sarò sicuramente smentito dalla storia, così come il 99% delle previsioni su Internet. E siccome sono un markettaro ti incollo anche un mio articolo, tié
http://www.socialware.it/social-media/microblogging-sfida-finale-sulla-search
Infatti, Claudio, nel post ho scritto “piattaforme che nella concezione dell’utente medio sono ad essi assimilabili”… L’utente medio non riesce ancora a fare categorizzazioni e distinzioni così tecniche. Però concordo che probabilmente prendere strade diverse sia la cosa più “intelligente” da fare (e probabilmente succederà come dici).
P.S. = La prossima volta se vuoi scrivere un Guest Post, chiedimelo… non usare i commenti… Ti metto pure un link…
ahah addirittura un guest post!! ma no è che quando mi lancio in analisi sistemiche divento logorroico, ieri sera ero in pieno stream of consciousness
)))
Il fatto che la gente non riesca a fare distinzioni così nette è il motivo per cui twitter ancora stenta a fare il vero “salto” popolare in italia….ci vediamo domani!
ecco… al prossimo “stream of consciousness” scrivi un guest post per kawakumi tuo, ok???
A domani!
e va bene, dai, tanto costo poco. Basta un invito a Napoli.