Twitter: integrarsi per crescere
Ormai è risaputo che l’Italia, se si parla di social network e simili, è territorio di dominazione quasi esclusiva di Facebook.
Altri social (o comunque piattaforme che nella concezione dell’utente medio sono ad essi assimilabili) tentano in vari modi di “strappare” quote di mercato (rappresentate da utenti) al social network di Marc Zuckenberg.
Uno di quelli che ci sta riuscendo meglio è Twitter (che è in realtà una piattaforma di microblogging) attraverso una sempre più chiara strategia: integrarsi per crescere.
Twitter è da tempo “ufficialmente” integrato proprio con Facebook, FriendFeed e 12Second.

Proprio stamattina, infine, leggo dal blog ufficiale di LinkedIn, della imminente attivazione di una connessione tra Twitter e il social network professionale per eccellenza che permetterà agli utenti di sfruttare vicendevolmente i servizi delle due piattaforme.
Gli status di LinkedIn potranno essere condivisi anche su Twitter e viceversa, e i due social lavoreranno insieme “Like peanut butter and chocolate!” (come scrive il team di LinkedIn).
Il concetto è, quindi, un po’ questo (permettemi la evidente forzatura): “Se non si riesce a battere i concorrenti (in primis Facebook) integriamoci e cresciamo al loro interno. Permettiamo agli utenti di continuare ad utilizzare le piattaforme altrui usando ANCHE la nostra contemporaneamente.”
Certo, Twitter si sta muovendo anche in altre direzioni (vedi la localizzazione in lingua italiana e la novità delle liste lanciate da poco), ma questa dell’integrazione sembra essere una buona via per accorciare il gap nei confronti soprattutto di Facebook.


10 novembre 2009 