Il futuro del web: tra Buzz, Freemium e Social Search
È un po’ di tempo che penso di scrivere un post dedicato al futuro del web. O meglio, al futuro che io immagino per il web.
Naturalmente non ho la palla di vetro ed è alquanto improbabile che io riesca ad indovinare la strada che prenderà l’entità più dinamica e veloce che esista (magari saperlo fare!).
Quello che voglio tentare di fare con questo post è mettere insieme gli stimoli ricevuti/dati online in questi ultimi giorni su tematiche che riguardano (da vicino o da lontano) il futuro del web e cercare di ordinarli e metterli a frutto.
Procediamo con ordine.
Primo stimolo: Google, dopo aver infarcito le SERP con risultati provenienti da forum, blog, YouTube e Twitter, lancia il Social Search.

Come non essere d’accordo, su questo punto, con Simone, Gianluca e Camillo: il SocialSearch di Google riqualifica il Buzz, attribuendogli finalmente un ruolo di tutto rispetto nel panorama web.
La mossa di Google, come emerge anche dalla interessante discussione generata dal post di Gianluca su FrienFeed, attribuisce un valore forte alla socialità: in futuro conterà sempre di più la qualità dei propri contatti all’interno dei social media a discapito della quantità.
“alla fine il succo è sempre lo stesso: se ti scegli bene le persone che frequenti, avrai una internet decente (e una SERP decente)”
Ma c’è anche chi crede che l’opportunità di “piazzare” il proprio brand all’interno delle SERP delle persone potrebbe spingere aziende/SEO/markettari ad esagerare con le attività di Buzz Marketing et simila finendo per aumentare il rumore a tal punto da coprire anche le voci che si vorrebbero ascoltare.
E qui veniamo al secondo stimolo: la discussione che si è generata (nei commenti ma anche su FriendFeed) in seguito al mio guest-post sul TagliaBlog dedicato al fenomeno pay per post.

La mia opinione sulla questione credo di averla espressa bene nel post.
La ribadisco: nel caso di pay per post “mascherato” (come quello di cui parlava Clarita nella discussione su FriendFeed) inutile dire che ne penso ogni male e che mi sorprende davvero che a fare una cosa del genere siano aziende del calibro di Ford (che ho più volte lodato per come si muovono sui social).
Nel caso di pay per post “trasparente” sono tendenzialmente comunque contrario alla commistione adv/contenuti; credo che possa starci che Citroen paghi AutoBlog per fare quello che alla fine è a tutti gli effetti un pubbliredazionale. Nel resto dei casi… difficilmente può starci.
E arriviamo al terzo stimolo: la riflessione sui possibili modelli di business – soprattutto in riferimento a blog e portali d’informazione – fatta a partire dal post di Marco dell’altra sera.

Per quanto riguarda il post di Marco concordo con Maurizio quando dice (nella solita discussione generatasi su FriendFeed) che “il principio è chiaro, ma rimane un problema. Una pubblicità imposta ad un utente che non la vuole vedere non funziona” e che “L’altro lato della medaglia è che i siti non possono continuare a offrire servizi gratis”
Per me un post a pagamento in un blog fuori contesto equivale ad una “imposizione di pubblicità”.
E allora come si monetizza? Io (fortunatamente) non campo di blog e quindi posso dire che non ne faccio una questione di soldi, ma c’è chi (in Italia ancora pochissimi) ci campa e per adesso guadagna dall’adv.
Se l’adv dovesse “morire” e trionfassero le logiche distorte del Buzz Morteking (quindi non del Buzz Marketing fatto come si deve), chi campa di blog dovrebbe fare i conti con la realtà.
Ma è uno scenario abbastanza “apocalittico”… dovrebbero realizzarsi contemporaneamente le due cose: il crollo del sistema per come ora è congegnato e dall’altra parte cifre MOLTO importanti che riempiano quello che si andrebbe a perdere con i banner. Non credo possa realizzarsi a breve.
Dovesse succedere, però, a quel punto sarebbe un’invasione di Pubbliredazionali, Infiltration Marketing, Pay Per Post “mascherato”, etc.
L’alternativa, molto più valida secondo me, è il freemium, ma per ste cose non basta un libro…



30 ottobre 2009 

Ciao Davide molto bello il tuo articolo anche per i meno esperti sull’argomento, per vedere il seguito comprerò il tuo libro appena verrà pub.
ahahah Giovà… Grazie per i complimenti, ma un libro mio mi sa che per ora te lo sogni… Chi è quel pazzo che me lo pubblicherebbe??? (però ci sei andato vicino perchè ho in cantiere un eBook che dovrebbe uscire a breve su altri argomenti
).
Bene aspetto con curisita questa Opera Prima
mah, lo scenario apocalittico lo vedo come improbabile in quanto creerebbe un territorio desolato, privo di vita, in poco tempo. e quindi sarebbe a sua volta abbandonato anche dal morteking…
@gluca: infatti io credo di più in un adv “metaforicamente” diverso