Hunger Games – Niente paura. Il peggio è passato.

hungergamesHo già parlato altre volte  del crescente utilizzo – anche in Italia – della tecnologia del web call-back in campagne di comunicazione online.

Ne avevo scritto parlando di iniziative di easyJet e Wind (con l’ultima campagna online del compianto Mike Bongiorno).

Oggi vi parlo di una applicazione di questa tecnologia in un interessantissimo caso di promozione editoriale: il lancio italiano (avvenuto martedì, Mondadori Editore) di Hunger Games, libro best seller di Suzanne Collins.

Hunger Games, nel romanzo, è un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori.

Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience.

Sul sito hungergames.it è possibile compilare un form, inserendo il proprio nome e la propria mail insieme a nome, mail e numero di cellulare di tre vostri amici coinvolgendoli così nel “gioco” e “gettandoli nell’Arena“.

Hunger Games Experience

Ai vostri amici arriverà una mail del genere:

“Ma perchè lo hai fatto? Lo sai che la tua scheda è già on line??? (con tanto di link personalizzato) Scopri in fretta che casino sta succedendo e poi mi richiami”

Cliccando il link arriveranno ad una pagina con il loro nome ed una scheda personale che indica (tra l’altro) la loro probabilità di sopravvivenza.

Nel momento in cui leggeranno, però, il loro cellulare squillerà e dall’altra parte della cornetta i vostri amici sentiranno la voce di una donna dell’organizzazione degli Hunger Games che confermerà la loro partecipazione al reality e gli comunicherà che saranno prelevati entro 24 ore per essere gettati nell’Arena.

Finita la chiamata apparirà sullo schermo il messaggio chiave dell’operazione: “Niente paura. Il peggio è passato.” insieme ad un messaggio promozionale ed un rimando al minisito ufficiale del libro.

Questo caso di utilizzo della tecnologia web call-back mi sembra meglio articolato e più contestualizzato dei due di cui ho scritto in passato (easyJet e Wind), ma mi resta comunque il dubbio sull’effettiva efficacia di questo genere di operazioni.

L’interattività di chi “subisce” lo scherzo è ancora troppo limitata (si tratta di cliccare un link e ascoltare una voce registrata).

Credo che questo genere di azioni avranno un futuro solo se si farà leva con forza sul coinvolgimento dell’utente attraverso la richiesta di azioni concrete (magari chiedendogli di interagire attraverso i sempre più evoluti mobile device). Ma forse è solo una mia convinzione…

6 Risposte a “Hunger Games – Niente paura. Il peggio è passato.”

  1. forse potrebbe funzionare se somigliasse in qualche modo a una specie di mini-caccia al tesoro multimediale. iniziando con dei messaggi teaser per creare curiosità fino alla promozione finale (compreso omaggio per il coinvolto). :)

  2. Il passaggio di immissione del numero di cellulare di un amico non è una forzatura della privacy?

  3. @Vittorio: ovviamente fanno assumere la responsabilità all’utente che inserisce i numeri e utilizzano tutte le “precauzioni legali” per non incorrere in problematiche legate alla privacy.

    Dalle condizioni di utilizzo: “Il servizio tiene traccia dei numeri di telefono già raggiunti: nessun telefono riceverà la telefonata più di una volta.

    Il sistema memorizza i dati degli amici in forma disaccoppiata, nel rispetto della privacy: a Mondadori non è possibile collegare il nome degli amici invitati al loro numero di telefono, l’abbinamento avviene solo attraverso il link presente nell’email, di cui non esiste copia.

    Il sistema permette il recupero dei dati ai fini di controllo in caso di abuso: conoscendo il numero di telefono del destinatario e l’orario della chiamata sarà possibile risalire ai dati dell’utente (e della connessione) che ha originato la telefonata.

    Attenzione: l’utente si assume ogni responsabilità relativa al rilascio dei dati personali dei suoi amici che saranno trattati secondo le modalità illustrate nell’informativa che segue. L’utente s’impegna a rendere noto agli amici minorenni la necessità del consenso di un proprio genitore.”

  4. Avevo visto altri casi del genere, sapevo che legalmente è fattibile ma è comunque una forzatura. Sono d’accordo che questa struttura sia più funzionale in termini di viralità, ma è una strada che per le aziende desiderose di utilizzare le anagrafiche ricevute (comprese n cell) non è percorribile.
    Ragionandoci un pò, tra una piadina e l’altra a pranzo, direi che non sono d’accordo sulla questione dell’interattività. Nel senso che è vero quello che dici sull’interattività limitata di chi riceve la mail, ma non lo è su colui che invia la mail. Questo perché la invia dopo aver avuto il suo momento di interazione sul sito. Essendo un meccanismo circolare, chi riceve la mail andrà sul sito e la sua interazione non si esaurirà con il clic e la visione del video, ma con la permanenza sul sito.
    Ciao Capo! :D

  5. @Vittorio: ho chiesto lumi all’agenzia che si è occupata della campagna relativamente ai tuoi dubbi sulla gestione della privacy. Ecco la risposta:

    “I dati sono veramente “offuscati” nel database: l’unica chiave per ricollegare il nome di una persona al suo numero di telefono è attraverso il link che viene generato e spedito nell’email E l’email inviata non viene salvata.

    C’è invece una sorta di log delle telefonate utilizzabile in caso di “abuso” da cui in modo piuttosto complicato è possibile risalire al mittente (è necessario sapere numero chiamato e orario preciso).

    Siamo stati molto attenti alla privacy. Per esempio in una prima ipotesi il mittente doveva essere avvisato (via email) quando l’amico avrebbe subito lo scherzo. Sebbene la funzionalità avrebbe reso molto più godibile la meccanica (sai esattamente quando chiamare l’amico per chiedere “allora, te la sei fatta sotto?”) sarebbe stata una -seppur labilissima- violazione della privacy: il mittente infatti avrebbe saputo che in quel momento l’amico stava controllando la posta.

    Potremmo discutere sul fatto che questa sia o meno una informazione da tutelare, ma non abbiamo nemmeno sottoposto la proposta all’ufficio legale del cliente, autocensurandoci.”

    Contento? :-P

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  1. Hunger Games – Niente paura. Il peggio è passato. | kawakumi.com - 23 ottobre 2009

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