Carpisa: la tartaruga che ha fatto strada
Secondo appuntamento con la rubrica (a cadenza ampiamente occasionale) Made in Campania dedicata alle aziende campane che mi fanno sentire orgoglioso di essere campano.
Dopo le innovative soluzioni dell’aversana Inova Open Solutions, è il turno di una simpatica “tartaruga” che, partita da Napoli nel 2001, ha fatto tanta strada e anche molto velocemente.
Sto parlando di Carpisa, il produttore di borse e accessori Made in Campania.
100 collezioni a stagione e un volume di vendita pari a 9 milioni di borse all’anno aiutano a descrivere il business di Carpisa, società appartenente al gruppo Kuvera Spa che, in pochi anni, è riuscita ad affermarsi sul mercato nazionale e internazionale della pelletteria e degli accessori fashion.
Costantemente in crescita, in otto anni la tartaruga napoletana ha raggiunto un fatturato di 103 milioni di euro: nel 2008 il giro d’affari è cresciuto del 16% e il risultato netto si è attestato sugli 8,4 milioni di euro (e si conta di chiudere anche il bilancio del 2009 con una crescita a due cifre).
Forte di questo successo Carpisa ha investito 30 milioni di euro nella sua nuova sede denominata “Casacarpisa”. 10 mila metri quadrati nell’interporto di Nola, in provincia di Napoli; mensa, nursery, palestra, solarium, teatro da 250 posti e ping-pong completamente a carico dell’azienda.
Parla di un «vero e proprio sogno che s’avvera, per noi e per i nostri dipendenti» Maurizio Carlino, amministratore delegato di Kuvera «Lo abbiamo chiamato Casacarpisa per comunicare, fin dal nome, il nostro nuovo concetto di azienda, e cioè quasi una seconda casa per i nostri 300 collaboratori».

Insieme alla nuova sede il management ha avviato un ripensamento dei negozi Carpisa con processo lungo che durerà due anni con le aperture che interesseranno Spagna, Polonia, Costa Rica ed Emirati Arabi Uniti.
Per coinvolgere nel progresso i dipendenti e spronarli a fare sempre meglio, infine, l’azienda punta soprattutto sui giovani: l’età media dei lavoratori è di 25 anni e tutti provengono dal territorio campano.
Insomma, un’Azienda Campana veramente con la A e la C maiuscole.
Se proprio devo trovargli una pecca, però, posso dire che la comunicazione online è deficitaria: un sito web completamente in flash, poco usabile e difficilmente navigabile, nessuna presenza sui social media, nemmeno un’accenno a eventuali investimenti in e-commerce (pensate che non funzionerebbe un Carpisa e-store?).
Non per tirare acqua al mio mulino, ma credo sinceramente che un massiccio investimento in web marketing potrebbe mettere le ali alla già velocissima tartarughina.
Sbaglio?


15 ottobre 2009 | AUTORE: 
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