“Tsunami” di critiche per WWF e DDB Brasile

WWFOggi vi presento l’ennesimo caso di annuncio locale esposto alla condanna globale grazie ad Internet e di cattiva gestione della crisi e della brand reputation.

Agenzia: DDB Brazil.
Cliente: WWF Brazil.
Oggetto della campagna: sensibilizzazione verso il rispetto dell’ambiente.
Titolo della campagna: “Tsunami”

Ed è proprio uno tsunami di critiche quello che WWF e DDB si sono trovati a dover gestire.

La campagna – di vecchia data (approvata a fine 2008) e riservata alla stampa locale – aveva riscosso anche qualche successo in Brasile nella sua versione “print”:

Tsunami - WWF

“Per la strage dell’11/9 sono morte 2.819 persone. Per lo Tsunami del 2005 280.000. La terra è spaventosamente brutale. Rispettala.”

Dopo quasi un anno, però, la campagna è tornata alla ribalta per motivi che nessuno riesce a spiegare (probabilmente, visto il successo della versione stampa locale, gli autori e il cliente avranno pensato di sfruttarla al massimo), e questa volta la comunità americana non ha tardato a manifestare la sua indignazione.

Ecco la versione video della campagna (che DDB nega di aver realizzato e diffuso e WWF nega di aver approvato):

Il video ha cominciato a circolare sul web (a detta di DDB per colpa di un blogger) e il presidente di DDB Brazil, Sergio Valente – che intanto si affrettava a dichiarare di non aver mai approvato quella campagna – , è finito nella rubrica di Keith Olbermann su MSNBC “Worst Person in the World“.

A questo punto DDB e WWF hanno compiuto il passo falso nella gestione della vicenda e della propria brand reputation. Hanno pubblicato un delirante comunicato congiunto in cui attribuivano la colpa dell’accaduto “all’inesperienza di alcuni professionisti da entrambi i lati e alla malafede o alla mancanza di rispetto verso la sofferenza americana”

Ecco il testo integrale:

“WWF Brasil and DDB Brasil would like to jointly express their regret for the unfortunate incident involving the ‘Tsunami’ ad for World Wildlife Fund Brasil. The ad does not convey either the philosophy of the client or that of its advertising agency. It was created and approved in late 2008, mistakenly, and was solely the result of lack of experience on the part of a few professionals from both parties involved. In no way was it done in bad faith or with disrespect to American suffering. WWF Brasil and DDB Brasil acknowledge that such an ad never should have been made, approved or published. We reiterate our apologies to all those who may have been offended by it. The two entities have worked together for three years to mobilize people, efforts and resources for the good of the environment. A single error should not obscure past successes, nor prevent future ones.”

Che dire… Suona molto “azione della CIA” per riscrivere una brutta storia sfuggita dal controllo, no?

Ma la domanda fondamentale che volevo porvi è: era davvero così offesiva quella pubblicità? ;-)

7 Risposte a ““Tsunami” di critiche per WWF e DDB Brasile”

  1. Favolosa….
    in effetti entrambe le due catastrofi sono state causate dall’uomo…

  2. a me non sembra per niente indignante. anzi mi sembrava fatta bene…
    non capisco..

  3. No, non era offensivo, se non lo è riprodurre in video lo stupro o l’assassinio di qualcuno moltiplicato per un’infinità immonda di volte, e poi mostrarlo senza alcuna analisi morale o alcuna sensibilità di civiltà di base a tutti i suoi parenti. Soprattutto se lo scopo è quello di vendere un prodotto. Sapete ingenuità a parte, anche il wwf ha fatto i suoi guadagni intorno ad un tema che è del tutto rispettabile e per questo meritevole di rappresentazioni ben più articolate e brillanti. Dove articolazione e brillantezza non hanno necessariamente bisogno di ispirarsi a fatti storicamente vergognosi per l’umanità ( comprendente purtroppo anche chi non trova questa campagna offensiva) per impressionare o elaborare il messaggio a noi tutti caro della protezione del nostro pianeta.

  4. Ciao Anna, il mondo è bello perchè è vario e ognuno può avere la sua opinione in merito a qualcosa (nel nostro caso questa campagna). L’idea che hai del WWF e della sua attività esula il contesto di questo post (e di questo blog). Qui si discute di marketing e comunicazione e in questo post si voleva dare un giudizio sulla campagna… STOP. A volte la pubblicità fa uso di fatti storicamente vergognosi per l’umanità proprio per spingere l’umanità a riflettere su quanto, a volte, sia essa stessa vergognosa. Ed io in questo non ci trovo niente di male.

  5. Ciao Kawakumi,
    lavoro in pubblicità da dieci anni, di campagne ne ho viste molte, ottime,bizzarre e pessime. Anche io parlavo della campagna e…”STOP”, quella sul wwf è stata una precisazione ovviamente. Io nella campagna ci trovo qualcosa di male. In particolare se lo spot fosse riproposto in una sola frase avrebbe più o meno la banalità di un “hai presente la cosa più orribile che può capitare? Peggio” solamente che questa ha gli effetti speciali “WOW!”. Risulta efficace ai fini della creatività e del marketing? Assolutamente sì! E’ Opportuno per la civile sensibilità? Credo di no. Grazie comunque per l’attenzione prima di tutto e della tua risposta in secondo luogo, buon lavoro! Abbiamo bisogno di più blog sulla comunicazione quindi ti ringrazio anche per questo tuo angolo della creatività, continua così!

  6. Lavori da dieci anni in pubblicità??? Allora sei più sfortunata di me!!! :-P

    Scherzi a parte. Grazie a te. L’attenzione e le risposte (nel limite del possibile) cerco di darle a chiunque commenti o mi scriva. Credo sia questo l’obiettivo di un blog: stimolare la conversazione. Conversazione che può servire a me, a te, ma anche e soprattutto a chi si troverà a leggere questo post e la discussione che ne è venuta fuori (e che potrà dire la sua).

    Ciao. :-)

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  1. Pubblicità shock: WWF e Aids - 3 ottobre 2009

    [...] di un prodotto. Ma evidentemente c’è chi si sente di poterne fare a meno. Su Kawakumi.com troverete il video e un’interessante post sullo spot e i suoi risvolti. Buone riflessioni a [...]

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