La censura ai tempi del web 2.0


videocracy_censuratoNelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c’è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo.

La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent’anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo. (da Repubblica.it)

Ma ha senso “censurare” un trailer – o qualsiasi altro contenuto – nell’era della condivisione, del web 2.0, dei social network?

Basta guardare il putiferio che si è scatenato su internet dopo l’annuncio della censura per darsi da soli una risposta:

Nell’era del “Power To The Keyboardscensurare sembra quindi essere sinonimo di potenziare.

Siete d’accordo con me?

  • http://socialmediamarketing.nextep.it Michele Polico

    Purtroppo c’è ancora molta gente che il Web non lo usa o lo usa limitatamente, e se la tv non dà notizia di cosa avviene su Internet non lo viene a sapere. Censurare ha ancora senso per il potere!

    (fermo restando che in generale le critiche provengono da persone già contrarie al governo, non spostando quindi l’opinione pubblica media ma solo estremizzandone una parte)

  • http://romanoborrelli.wordpress.com Borrelli

    E’ tutto così veloce, oggi, che lo smarrimento della memoria è sempre in agguato oltre che problema principale nella formazione delle coscienze!

  • Vittorio

    Sono d’accordo con M.P. ho idea che buona parte delle persone in grado di informarsi grazie alla rete siano già a conoscenza del marciume in cui viviamo. Un film come Videocracy (per quanto valido) sarà una sintesi della cronaca che gli internauti già conoscono. Ma una fetta rilevante di persone che non usano internet per tali scopi resta nell’ignoranza, e tutto sommato penso che gli stia bene così.
    Saluti

  • http://www.kawakumi.com kawakumi

    Sicuramente avete ragione… ma internet è sempre meno da sottovalutare…

    Pensate alla vagonata di gente che è su facebook dove ieri ogni 3 link ne passava uno su Videocracy…

    Sempre ieri ho sentito due tre volte in radio la notizia “Videocracy vietato dalla Rai impazza sul web” e ieri sera il TG5 ha mandato in onda un servizio che parlava della censura, del film e del putiferio sul web.

    Riporto qui un commento letto su una discussione del genere su FriendFeed:

    “Sono sempre dell’idea che la nostra esperienza in rete vale poco se non facciamo da “moltiplicatori” fuori. Oggi ho fatto vedere il trailer a mia madre, che è la classica italiana che passa minimo 8 ore davanti alla tv. E poi ha voluto vedere il documentario su Berlusconi, che le ho mostrato da Google video. E mi ha detto “ma su Internet si possono trovare tutte queste cose??”

  • Marilena

    Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno. Mi piace credere che Internet davvero dia speranza. Certo sono d’accordo con voi nel dire che non tutti usano Internet, ma tendenzialmente utilizzano il new medium le fascie più giovani o comunque coloro che davvero vogliono sapere e farsi sentire; rimane il fatto che chi fa finta di non vedere cosa succede e come funziona la realtà italiana, non cambia visione delle cose nè ascoltando i tg nè guardano un film. Non so se censurare significa potenziare, ma vale la pena continuare a provarci.

  • http://www.kawakumi.com kawakumi

    Diciamo anche che la tattica del farsi censurare per far parlare di sè la inseriranno a breve nei manuali di marketing. ;-)

  • Vittorio

    Bene o male, l’importante è che se ne parli….

  • http://1.bp.blogspot.com/_7FUtUbpRDeQ/R0a4-SK3fdI/AAAAAAAAAoo/FcPQO0eEMEg/S271/colloquio.bmp Marilena

    Assolutamente d’accordo con kawa: facciamo da moltiplicatori fuori!

  • http://blog.estrogeni.net/ Estrogeniblog

    l’effetto (distorto) che fa… vedere Franceschini che mette in hp sul proprio sito il trailer di Videocracy.
    Franceschini, capito?!… cioè, uno di quelli che tiene bloccate le nomine a RaiTre e TG3, in attesa del congresso del PD… dopo aver contribuito a nominare i vertici di questa Rai, beninteso… gli stessi che, toh!, oggi proibiscono la messa in onda del trailer…
    e poi, dici del cortocircuito italiano.
    e poi, dici della censura.
    ma cosa è, allora, la censura (online e non)?… e poi, è di maggioranza o di opposizione?… è laureata o diplomata? che reddito ha? è single o tiene famiglia?…
    per dire che Videocracy sono io, sei tu, siamo noi. chiunque, in denifitiva, si senta oggi trailer di un film che mai avrebbe voluto vedere…

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