La censura ai tempi del web 2.0
Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c’è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo.
La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent’anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo. (da Repubblica.it)
Ma ha senso “censurare” un trailer – o qualsiasi altro contenuto – nell’era della condivisione, del web 2.0, dei social network?
Basta guardare il putiferio che si è scatenato su internet dopo l’annuncio della censura per darsi da soli una risposta:
- Più di 3000 risultati su google per la query “Videocracy Trailer Vietato“
- Il trailer (e vari video di protesta contro la Rai) subito spinti su YouTube
- Centinaia di link (ad articolo di Repubblica e trailer) su Facebook
- 2-3 twit al minuto (almeno al momento in cui scrivo) su Twitter
Nell’era del “Power To The Keyboards” censurare sembra quindi essere sinonimo di potenziare.
Siete d’accordo con me?


27 agosto 2009 