Sciopero dei blogger? Contraddizione in termini…

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7 Risposte

  1. kawakumi ha detto:

    Ciao Silenzioso, grazie per l’info… Resta forte la contraddizione di “tapparsi la bocca” per protestare contro un possibile “bavaglio”. 😉

  2. Sempre da Repubblica, lui invece è d’accordo con te:

    http://coen.blogautore.repubblica.it/2009/07/14/blogger-oggi-scrivete-di-piu/

    Penso che abbiate ragione voi a dire che autoimbavagliarsi non sia una soluzione, ma è una forma di protesta. Probabilmente non serve a “far vedere chi siamo”, è però un modo civile di esprimere dissenso: non si tratta di creare un disservizio o di fare rumore, con il silenzio si esprimre il concetto dell’imbavagliatura che ci vogliono mettere. Non è “mostrare un’Italia senza blog”, che certo farebbe contenti molti, ma una dichiarazione fatta senza l’uso di parole. E domani torneremo a dimostrare che i nostri contenuti valgono molto più di una ingiusta legge.

  3. kawakumi ha detto:

    Avrei utilizzato un’altra “forma di protesta”… tutto qui…

  4. Oggi nella blogosfera è giornata del silenzio. I blogger italiani terranno la penna (e le tastiere) ferme per protestare contro “il ddl Alfano e il diritto alla rete”. Boh. A me questa storia del “rumoroso silenzio” fa un po’ specie. Il silenzio è il silenzio, punto e basta. E’ rinuncia. Lo sciopero dei blogger, tra l’altro, è stato modellato su quello che volevano fare i giornalisti, anche loro desiderosi di starsene un giorno in silenzio per protesta. Ecco: a me il fatto che i giornalisti vogliano fare un giorno di silenzio per protestare contro una legge che li metterà in silenzio per l’eternità non convince. Se posso permettermi, io consiglierei qualcosa di diverso. Magari, invece del giorno del silenzio, fare il giorno del casino e del rumore, in cui finalmente i giornalisti si riprendono il loro mestiere, mandano affanculo editori e direttori e si fanno il giornale (e il telegiornale) secondo criteri giornalistici e non ruffian-politico-leccaculisti. Lo so, è impossibile, ma sarebbe bellissimo.

    P.S. – Pare che questo sia il primo sciopero dei blogger al mondo. Io non me ne vanterei. In Iran i blogger non fanno sciopero, eppure il loro diritto alla rete è largamente inferiore al nostro.

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