Morto un Troisi non se ne fa un altro…

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4 Risposte

  1. paolo ha detto:

    caro massimo, oggi non mi hai fatto lavorare…

    🙂

  2. kawakumi ha detto:

    eh si paolo… se ti metti a guardare i video di Massimo su YouTube, potresti non lavorare anche per settimane… è una droga… 😀

  3. Estrogeniblog ha detto:

    droga… a proposito di.
    non vorrei sembrare blasfemo (sono napoletano anch’io, del resto; di Portici esattamente, a due passi dunque da San Giorgio a Cremano, dove Massimo è cresciuto come uomo e come artista) ma solo portare il mio ricordo. notando (ingenuamente, forse) come la morte sia strettamente legata alla nascita, in un circolo senza fine.
    era il quattro giugno e, come sempre a quei tempi, trascorrevo i pomeriggi vedendo – e sudando – il giro d’Italia in tv. c’era De Zan, il padre. non c’erano gli schermi piatti ma tutta intera la profondità della vita.
    non ricordo la tappa, ricordo però un omino magro alzarsi sui pedali, con la maglietta rossa e blu della Carrera e staccare tutti. per primo, il suo capitano d’allora, l’infuocato Chiappucci. poi, pure quella roccia di Indurain.
    quell’omino – affascinante, forte, debole, bello, trascinante – era Marco Pantani. ricordo il suo primo trionfo in salita, la sua ascesa al cospetto della notizia triste che ci aveva tutti raggiunto e affossato.
    ricordo che giusto dieci anni dopo, nel 2004, anche quel campione (di popolarità, se non altro) ci ha lasciato.
    ed è così che da un po’, d’estate, tengo spenta la tv. preferisco immaginarlo, il traguardo. e immaginare chi sta lì ad aspettarci. preparando una battuta o stringendosi una bandana

  4. kawakumi ha detto:

    @Estrogeniblog: grazie!

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