Uomini che odiano le donne sul web con Estrogeni
Il 29 maggio, esce anche in Italia Uomini che odiano le donne, film tratto dall’omonimo, primo volume della trilogia Millennium di Stieg Larsson. Produzione totalmente affidata a maestranze svedesi, a partire dal regista Niels Arden Oplev, passando per i due protagonisti Michael Nyqvist (Mikael Blomkvist) e l’affascinante Noomi Rapace (Lisbeth Salander).
In Italia, il film è distribuito da Bim Distribuzione, che ha scelto Estrogeni come partner per la comunicazione della pellicola sul web.
L’approccio strategico ha fatto proprio il valore intrinseco di un bestseller da milioni di copie: la socialità. L’essere stato, cioè, distribuito, letto, amato e commentato ovunque nel mondo.
La tattica ha, invece, fatto leva sul personaggio forte del romanzo e, dunque, del film: Lisbeth Salander. Giovane hacker a metà via tra la necessità dell’illegalità e l’anelito di giustizia, ha in sé tutte le componenti per diventare protagonista anche reale.
Tenendo insieme le due evidenze, il team di Estrogeni ha imposto l’imperativo del to be social, esplorando le potenzialità più e meno note della rete.
Si è così rivolto, in fase teaser, a tutti gli appassionati di game nonché fedeli lettori di Larsson, con un sito/advergame dalla struttura molto semplice e intuitiva, articolato in domande a cui l’utente deve rispondere per passare al quesito successivo e in cui la difficoltà delle risposte cresce progressivamente. Solo ai più tenaci e intuitivi, erano riservati contenuti speciali esclusivi e inediti.
Il buzzing prodotto in questa attività (su blog, forum e community a tema) si è tradotto in più di 7.000 visite uniche in quindici giorni.
Dal 4 maggio, si è verificata la conversione al sito ufficiale. Un sito contenitore, pensato per fornire le informazioni tipiche di un prodotto cinematografico, con in più lo spazio per l’advergame ma soprattutto per un blog intestato direttamente a Lisbeth Salander.
Al 24 maggio, alla vigilia dunque della campagna tabellare, il sito registrava circa 20.000 visitatori unici, più di 140.000 pagine visualizzate, con un tempo medio di permanenza sul sito di oltre quattro minuti.
Il dato più interessante è, però, quello delle sorgenti geografiche di traffico. Pur essendo italiano, il sito ha infatti riscosso un notevole successo anche all’estero: oltre a paesi europei quali Francia, Germania e Svizzera, negli Stati Uniti, in Russia e fino al Giappone, passando per la Cina. Il sito italiano è stato addirittura oggetto di un intero articolo in un blog sudcoreano, arricchito con tanto di foto della homepage e link diretto.

Dicevamo, la socialità.
Assecondando la forte spinta tecnologica (ma anche passionale) che il personaggio di Lisbeth Salander è stata capace di smuovere nei gruppi sociali dentro e fuori la rete, riportando alla luce la distinzione tra hacker e cracker ed evidenziando come il mondo della tecnologia non sia più un club per soli uomini, estrogeni ha fatto ricorso in modo intensivo ai social network. Lisbeth ha oggi un profilo su Facebook, Twitter, Libero, YouTube ma soprattutto LinkedIn, dando vita ad una rete di contatti che si aggira intorno ai 1.200 utenti, coinvolti con un’attività giornaliera di engagement, intrattenimento e conversazione.
Notevole successo ha riscosso anche Wikipedia: l’utilizzo dell’enciclopedia online ha condotto al sito visite pari al 12,58% del totale, con un tempo medio di permanenza di quattro minuti.
A supporto dell’attività online e sempre con un occhio rivolto all’innovazione coinvolgente, è inoltre prevista un’operazione di street marketing, incentrata su un nuovo strumento di comunicazione (il QRCode) e rivolta ad un pubblico non ancora particolarmente colpito. Verranno, pertanto, posizionati 30.000 pendenti su scooter e motorini degli studenti dei più importanti licei di Milano, Roma e Napoli. Questi presenteranno un codice che, fotografato con il proprio telefonino e grazie ad un’apposita applicazione scaricabile gratuitamente in rete, fornirà il link diretto ad una sezione speciale del sito.
A pochi giorni dall’uscita di Uomini che odiano le donne, i segreti della comunicazione sono ormai stati tutti svelati.
Forse.
—
Vittorio “creativoquantobasta” Di Giacomo per kawakumi.com


26 maggio 2009 

Bellissimo il sito/blog……….. ahahah troppo intrigante
bello il sito / blog.. complimenti al creativo!
Molto intelligente il gioco!!!
Uomini che odiano le donne, film da non perdere
Ricavato dal best seller mondiale di Stieg Larsson, da tempo in testa alla classifica dei libri più venduti sia in Italia che all’estero, Uomini che odiano le donne è un thriller avvincente in grado di lasciare lo spettatore col fiato sospeso per gli oltre centocinquanta minuti, durante i quali continui colpi di scena si mescolano a reminescenze del passato ed a scene violente condite da sado masochismo, fino alla doppia sorpresa finale.
I fantasmi che agitano il racconto hanno i contorni del male assoluto, che da sempre domina nel mondo e non solo nei nostri tempi infelici.
L’apertura riproduce il prologo del romanzo con l’arrivo annuale di fiori secchi al patriarca di una corrotta dinastia di industriali i Vanger, a ricordargli la scomparsa di una sua dolce nipotina avvenuta quaranta anni prima. Il vecchio industriale non vuole arrendersi e ingaggia il direttore della combattiva rivista Millenium, da poco condannato a tre mesi di reclusione per calunnia, sperando che possa diradare il difficile caso. Le indagini vanno a rilento fino all’arrivo al fianco del giornalista detective di uno strano personaggio, Lisbeth, magra e bassina, androgina e bisessuale, inondata da tatuaggi e piercing, ma soprattutto devastata da esperienze del passato che la hanno resa un soggetto scorbutico ed inaffidabile, una vera mina vagante, in lotta con tutto e tutti, ma soprattutto contro i maschi malvagi e pervertiti, come il suo tutore, il quale la costringe a rapporti orali e sodomitici, legata ed imbavagliata, fino a quando la ragazza non saprà vendicarsi in maniera esemplare.
La ragazza interpretata da Noomi Rapace( mai nome fu più adatto) è una hacker di rara abilità e grazie ai prodigi della tecnologia riuscirà a far riemergere una scomoda verità così a lungo sepolta nell’oblio, assicurando ai colpevoli una terribile punizione.
La narrazione è intervallata da scorci di paesaggi nordici innevati e ci permette di avvicinarci ad un mondo lontano dalle nostre latitudini più nel tempo che nello spazio, esemplare è il modo di amministrare la giustizia in una nazione che non conosce amnistie, indulti e sospensioni condizionali della pena e dove anche tre mesi di condanna vanno espiati, ma in carceri umane dotate di ogni confort incluso internet in ogni cella, un mondo distante anni luce dai gironi infernali dei nostri medioevali penitenziari. Una società più ricca ed agiata, dove lo Stato si interessa al cittadino dalla culla alla tomba senza però dargli la felicità e dove bande di teppisti vanno a braccetto al più feroce capitalismo impegnato in commercio di armi ed vivere alle spalle delle nazioni più povere.
Lo sconosciuto regista Oplev ci ha donato un film esemplare ed ha creato una nuova stella del genere thriller, cattiva e giustiziera, affascinante senza essere bella, in balia di un passato che non le da tregua, in grado di divenire l’icona incontrastata di tutte le appartenenti al gentil sesso del pianeta e di punire tutti gli uomini che odiano le donne, nei paesi islamici come nel nostro brutale Occidente.
Achille della Ragione
@Achille della Ragione: grazie per la recensione…