Politica e Web 2.0: (timidi) tentativi di approccio

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20 Risposte

  1. daniele ha detto:

    Ciao Davide,
    rispondo con una domanda: fuori dal web non si verifica una situazione paradossalmente analoga, essendo molti politici affiancati da abili spin doctors?

  2. AAACopywriter ha detto:

    Io no di sicuro. Non ho mai nascosto la mia profond antipatia per la classe politica italiana, e non inizierò certo a farlo ora. Potrò considerare un politico che conosco personalmente e che so non essere li solo per la poltrona, come il nostro Emanuele Tolomei (http://www.espertoseo.it/) , che mi chiede magari consiglio sulla strategia, ma che poi le cose le fa personalmete. Se fossi a Terni lo voterei, salvo poi sputargli in faccia se non si comporta bene.

  3. Marco MCC ha detto:

    Ciao Davide,
    vedrai, nelle prossime settimane, a ritmo quasi quotidiano, verranno messe online nuove features 🙂
    Bytheway ottima analisi.
    Grazie
    Ciao
    Marco

  4. kawakumi ha detto:

    @daniele: in parte concordo con te, in parte no… nel mondo offline infatti, se ad un dibattivo faccio una domanda al politico x e lui mi risponde al momento, possono avergli fatto il lavaggio del cervello, ma a rispondermi è sicuramente lui… Sul web non è così… E poi, molti politici che ora sembrano così esperti, veloci, "smanettoni" fino a due settimane fa non sapevano manco dove stesse di casa il web 😉

    @Alex: con tutto il rispetto per Emanuele, qui si parlava di politica a livelli più alti. Credo che se aspetto che qualche mio amico arrivi a candidarsi a cariche così in alto… non voterò mai più.

    @ MCC: grazie a te. Tienici aggiornati… 😉

  5. Daniele ha detto:

    …a meno che lo spin doctor non sia anche un abile ventriloquo ;D

  6. Studio Promotion ha detto:

    Segnalato da Studio Promotion @ Facebook

  7. Estrogeniblog ha detto:

    a costo di passare per qualunquista (o peggio, sinistramente benaltrista…) credo che il problema fondamentale sia la credibilità.
    non tanto, dunque, se sia il candidato o meno a rispondere in maniera diretta e sincera. quanto, in realtà, il livello di coerenza tra un Berlusconi o un Di Pietro o un Casini e la realtà del 2.0.
    cosa ci azzeccano (come direbbe lui…)?
    ho curato da poco una tesi sulla campagna elettorale di Obama e due cose in particolare mi sembrano pertinenti a questo dibattito: il fatto che egli – in poco più di un lustro – sia passato dalla municipalità di Chicago alla presidenza degli Stati Uniti (da quant’è che sono in giro Berlusconi, Di Pietro, Casini e lo stesso Scalfarotto?) e soprattutto la sua abilità a raccogliere fondi attraverso il web. è così che si è finanziato ed è lì che ha fatto la vera differenza, sia all’interno del suo partito che verso lo sfidante esterno.
    ce li vedete Berlusconi, Di Pietro e Casini chiedere fondi online per la propria campagna elettorale? questa, sarebbe la vera novità!
    ecco, perché parlo di credibilità e coerenza.
    chiudo ricordando un articolo (mi pare) del Sole 24 Ore di un paio di settimane fa (ma c’è abbastanza letteratura in rete), circa i finanziamenti pubblici agli organi d’informazione politici. sapete quanto prende RED TV (che non è un organo di partito)? e sapete quanto non prende YOUDEM (che è la tv ufficiale del Partito Democratico)? tutto legale, per carità. ma tutto molto vecchio, anche moralmente.
    questo è il (nostro) problema. andiamo a dormire (oniricamente) obamiani e ci risvegliamo (normalmente) dalemiani. ma quanto ci sentiamo più intelligenti, però…

  8. Pier Ferdinando ha detto:

    Ciao Davide, prima di tutto grazie per averci dedicato una parte della tua analisi. Come hai notato, ho voluto dedicare del tempo alla rete perchè sono convinto che si tratti di una straordinaria opportunità di comunicazione e di ascolto, dove vengono affrontati tutti i temi e non solo quelli che trovano spazio sui giornali e in tv. Naturalmente la mia campagna elettorale è importante, anche perchè mi permette di girare l’Italia e di incontrare migliaia di persone. Per questo motivo mi capita di rispondere con qualche giorno di ritardo o in orari strani. Quando sono online aggiorno quel che posso, aiutato dai miei collaboratori con i quali sono costantemente in contatto. Comunque quando ho visto il tuo commento ho sorriso: pensa molti mi criticano proprio perché rispondo poco!

  9. kawakumi ha detto:

    Pier (“in persona” o “per interposta persona”, chissà) che commenta sul mio blog! Sò comunque soddisfazioni…

    Beh Pier, visto che c’eri, piuttosto che impostare il “risponditore automatico”, potevi inserirti nella discussione e dirci cosa ne pensi, ad esempio, del commento che precede il tuo…

    E in realtà potresti ancora farlo (assist). 🙂

  10. Margherita ha detto:

    Davide, però deciditi: o c’è troppo o c’è troppo poco, io mi accontenterei della risposta 😉

  11. kawakumi ha detto:

    No Margherita, scusa ma non sono d’accordo…
    è sicuramente apprezzabile il passo compiuto, ma il web non può e non deve diventare solo un ulteriore mezzo di propaganda…

    Web 2.0 è condivisione/conversazione/collaborazione tra persone… Conversazione… Non ennesimo monologo… Non una piazza (virtuale) in più dove tenere comizi…

    Mi piacerebbe che i politici utilizzassero il web per confrontarsi con i propri elettori, per rispondere alle loro domande e anche (perchè no) alle loro provocazioni. Non solo per poter dire “ho voluto dedicare del tempo alla rete perchè sono convinto che si tratti di una straordinaria opportunità di comunicazione e di ascolto” [che fa molto figo, tendenza, moda,etc.].

    Naturalmente… IMHO!

  12. Margherita ha detto:

    Ti facevo solo notare che nel post trovavi poco credibile che un politico avesse tempo per farlo davvero 😉

    Sul “figo, tendenza” sarà facile: vediamo chi resterà in rete dopo le elezioni 😉

  13. kawakumi ha detto:

    E infatti continuo a credere che “Pier” non sia “Pier” ma “Chi per Pier”… 😉

  14. Antonella ha detto:

    @Estrogeniblog: secondo me una cosa da tenere presente sono le specificità di un contesto politico e culturale.

    La raccolta di fondi per i politici è una pratica che fa parte di un contesto politico che è diverso dal nostro, fino a livelli paradossali: negli USA (soprattutto fino alle elezioni del 2004), lo saprai sicuramente, c’è gente che dona dei soldi e fa attività di lobbying o di volontario e poi magari non va a votare, perché non percepisce il voto come utile. Da noi invece il voto è praticamente l’unico modo di influire sulla politica, almeno culturalmente. Da noi in Italia, invece, chiunque chiedesse soldi agli elettori sarebbe visto quasi come un pazzo.

    Al di là del valutare se questa differenza sia giusta o sbagliata, secondo me non si può considerare sintomo di innovazione l’adottare tout court delle pratiche che non sono proprie del contesto.

  15. Estrogeniblog ha detto:

    ciao, Antonella e piacere di conoscerti.
    forse, esuliamo (in apparenza) dalla discussione.
    cito “Da noi in Italia, invece, chiunque chiedesse soldi agli elettori sarebbe visto quasi come un pazzo”. non sono d’accordo.
    al di là della considerazione – su cui sarai d’accordo – che in un blog in cui si parla di non convenzionalità è auspicabile sia di casa la pazzia (intesa come volontà di scalfire gli assunti ovvero le abitudini), considero vera follia il fatto che continuiamo a darli, i soldi, volenti o nolenti. comunque. senza che nessuno chieda il permesso. così, d’autorità.
    a destra, a sinistra e al centro.
    nonostante, persino con un referendum, il 90,3% degli italiani si sia espresso contro il finanziamento pubblico dei partiti.
    parafrasandoti, al di là del valutare se questa differenza sia giusta o sbagliata, secondo me non si può considerare sintomo di DEMOCRAZIA l’adottare tout court delle pratiche che non sono proprie del contesto (laddove il contesto è, appunto, la maggioranza della popolazione).
    chiudo, domandandomi retoricamente: sono queste, le pratiche che aiutano a percepire il voto (ergo, la partecipazione) come utile? e se retoricamente mi rispondo che no, non lo sono, non è meglio allora una bella attività di lobbying alla luce del sole (ossimoro)?
    tra parentesi: non è un caso che in Italia non esista legge che ne regoli l’attività (del lobbying): leggo che dal 1948 sono state presentate 27 proposte di legge e solo un disegno di legge è arrivato dal governo ma mai un’aula parlamentare ha discusso dell’argomento.
    quale sarà la prima legislatura pazza?!… (o pazza legislatura)?!…

  16. patrizia ha detto:

    mi domando tutti gli altri dove sono;)

  17. Stefano ha detto:

    Ciao, io parlo come parte in causa in quanto sono, nel mio piccolo, consigliere comunale in un comune di circa 4000 abitanti. Fin dalla mia nomina 3 anni fa, ho ritenuto doveroso aprire un blog per creare un filo diretto con i miei concittadini… ebbene, al momento posso dire che, seppur con le limitate capacità e finanze di cui dispongo, ho raggiunto lo scopo che mi ero prefissato, arrivando di fatto ad interagire con molte persone che quotidianamente si collegano al sito per seguire la mia attività e le notizie che riporto!!!
    Quindi, in conclusione, ritengo internet un grande strumento di democrazia diretta alla portata di tutti, ma al tempo stesso mi rammarico del fatto che i nostri politici (tanto per cambiare) non sanno a stare al passo coi tempi ed al massimo cercano di scopiazzare (con risultati più o meno pessimi) ciò che avviene oltroceano…

  18. kawakumi ha detto:

    Ciao Stefano. Grazie del contributo e complimenti per la tua attività di comunicazione online… Genuina e soprattutto “datata” (non improvvisata a 2 giorni dalle elezioni).

  19. Estrogeniblog ha detto:

    ciao, Davide.
    torno un attimo su quest’argomento, a distanza di qualche settimana.
    riflettevo su una cosa.
    tu sai che vicino al nostro ufficio, ha sede l’ambasciata iraniana.
    in questi giorni caldi, era bello ed emotivamente coinvolgente passare e vedere gruppetti di manifestanti inneggiare in qualche modo alla libertà. una sorta di twitter umano, un cinguettio vero e proprio troppo spesso soffocato dai rumori reali e virtuali.
    non do giudizi, trovo solo singolare e per certi versi affascinante questo parallelismo distorto tra ciò che è virtuale e dà spazio al reale (per fortuna, altrimenti quante poche notizie supererebbo la censura itaniana) e ciò che è reale e non trova il giusto spazio nella realtà.
    così come trovo singolare e meno affascinante che anche il nostro caro Obama – con tutti i problemi che ha da affrontare, con l’enorme consenso di cui è circondato – trovi il tempo di prendersela con Murdoch e le sue televisioni (vedi http://tinyurl.com/nscyuc).
    mi ricorda qualcuno di molto italiano, molto antico e molto presente…

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