PMI e Web 2.0, due mondi ancora (troppo) distanti

pmi_web20Apprendo dagli amici di MarketingArena di una interessante ricerca condotta dal gruppo di lavoro TeDIS – Venice International University dal titolo “Web e social media: le “terre di mezzo” della comunicazione d’impresa”.

La ricerca, presentata oggi, ha mirato ad ottenere un quadro aggiornato sull’adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione presso un campione di 1003 piccole e medie imprese (PMI) del made in Italy.

Ad una prima survey sull’adozione degli strumenti dell’informatica aziendale tra le imprese del campione è seguita un’analisi dei loro siti web e della loro presenza sui principali social network ed aggregatori di contenuti.

Se l’allineamento dell’impresa del made in Italy nell’adozione di sistemi IT per la razionalizzazione dei processi interni e di filiera è un processo giunto ormai a maturazione, la situazione è molto più critica per quanto riguarda l’adozione delle più recenti tecnologie per la comunicazione sul web.

Il 91% del campione dispone di un sito web, ma solo il 32% di questi siti dispone di un’area dedicata alla stampa e poco più del 50% ha una sezione dedicata a news aggiornate periodicamente dall’impresa.

Da un punto di vista commerciale i siti analizzati offrono nella maggior parte dei casi un set di informazioni e contenuti di base e una discreta possibilità di contatto e interazione con l’azienda, ma emerge netta la differenziazione tra comunicazione online e iniziative di promozione offline.

Nella gran parte dei siti mancano, infatti, collegamenti a partnership e sponsorizzazioni e e solo il 24,5% delle aziende utilizza il sito per riproporre campagne di comunicazione sviluppate su altri mezzi.

E’ interessante notare che all’interno dei siti la maggior parte delle aziende non ha sviluppato strumenti e canali per stimolare i feedback da parte dell’utente: solo l’1,7% del campione offre un modulo per i feedback – sull’impresa, sul servizio o sul prodotto -, mentre solo il 30,9% dei siti dispone di un’area dedicata agli utenti registrati.

Il web 2.0 è, a tutti gli effetti, un territorio poco frequentato dalle imprese del campione: solo il 2-3% in media ha sviluppato una propria presenza attiva sui principali social network e aggregatori di contenuti.

Che dire, c’è ancora molto lavoro da fare. Da parte di tutti.

Da parte delle aziende, che devono investire non solo economicamente, ma soprattutto in termini di volontà e convinzione nelle nuove forme di comunicazione, sforzandosi di integrarle nella mentalità aziendale. In questo è sicuramente utile dotarsi di almeno una figura interna che parli la lingua delle new media/web agency e che faccia da ponte con queste ultime nel coordinamento e nella gestione dei progetti di comunicazione.

Da parte delle stesse agenzie, che devono aiutare le aziende a compiere questi passi senza sfruttare la situazione di “novità”, senza parlare un linguaggio tecnico e incomprensibile, senza “violentarle” ma mettendosi nei panni di chi vede il web 2.0 come un mondo “totalmente altro” rispetto a ciò che ha fatto fino ad oggi.

Da parte delle istituzioni, dell Stato che deve sostenere il processo attraverso l’implementazione di infrastrutture adeguate.

Se ognuno farà la sua parte il cammino sarà più semplice per tutti.

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  1. il web 2.0 nelle pmi italiane | webmarketing | e-xtrategy - 18 maggio 2009

    [...] considerazioni che ne emergono riguardano principalmente tre [...]

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