Il recruiting nell’era dei social media
Con l’esplosione di social media come LinkedIn, Facebook e Twitter si è soliti pensare che il lavoro dei “cacciatori di teste” sia diventato molto più facile.
Basta infatti cercare su uno di questi social per trovare persone in linea con una ricerca o informazioni su possibili candidati.
Ma, come spiega Boris Epstein - CEO e Founder di BINC, società specializzata in ricerca di personale nel settote IT – in un post su Mashable, non è proprio tutto così semplice.
Se prima infatti ci volevano giorni di ricerca per trovare un candidato laureato, con esperienza e che fosse a buon mercato e facilmente contattabile, oggi basta una ricerca su LinkedIn, Twitter o Facebook per avere subito una lunga lista di candidati con queste caratteristiche.
Il problema è proprio che la lista spesso è TROPPO lunga. A parità di formazione, esperienza e skills, chi verrà contattato per un colloquio?
Epstein indica una serie di parametri per ogni social media.
Nel caso di LinkedIn è importante tra l’altro la completezza del profilo, l’ampiezza del network, le raccomandazioni (non fake) ricevute da colleghi e capi e la partecipazione attiva a gruppi in linea con il proprio profilo.
Sul blog personale del possibile candidato sarà importante trovare post interessanti e in linea con il proprio lavoro, regolarità nella produzione di contenuti, link al proprio cv aggiornato, un blogroll con link utili e in tema e NON trovare polemiche inutili e soprattutto post “negativi” sugli attuali o precedenti datori di lavoro.
Ancora, Facebook servirà principalmente a valutare la capacità di mantenere il giusto equilibrio tra vita privata e professionale, e Google a valutare la “presenza online” del candidato (non è positivo che non ci siano risultati nelle SERP di BigG) e a scovare eventuali “notizie scomode”.
Per quanto riguarda Twitter, infine, è importante twittare spesso (tra le 2 e le 10 volte al giorno), mantenere un giusto equilibrio tra tweet privati e professionali, rispondere alle domande degli altri utenti oltre che aggiornare il proprio stato e mantenere un sano rapporto followers/following.
E se sui social media non ci sono ancora??? Beh, hai già perso troppo tempo a leggere questo post… SBRIGATI!!!
via Mashable


8 aprile 2009 

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[...] già scritto in altre occasioni, il recruiting dei social media passa sempre di più per la ricerca online di informazioni su possibili candidati o futuri [...]