91 discutibili [mini]tesi
A 10 anni esatti da quello famosissimo e sulla bocca di tutti (ormai anche nelle tesi e nei manuali di tutti) ecco un nuovo “manifesto” del marketing moderno.
Tranquilli, non voglio certo paragonare le 91 discutibili [mini]tesi al Cluetrain Manifesto… Neanche il buon Gianluca aspirerebbe a tanto… Credo però che meritino considerazione e soprattutto “conversazione”.
Partirei proprio dalla descrizione dello stesso autore:
“Solamente ventiduemila caratteri: non è un manuale di business ma un generatore di dubbi sul marketing e la comunicazione aziendale ai tempi della conversazione globale dei forum, delle community, dei blog, dei social network e delle forme fluide di dialogo online che con un rassicurante nome definiamo social media.
Non ci troverete ricette segrete, liste di cose da fare, storie di casi di successo, ma qualche idea che mette in discussione tic e riflessi automatici del marketing che conosciamo.”
E passiamo a cosa ne penso io
Credo che alcune delle tesi siano certamente discutibili - come dice lo stesso [mini] – e che la maggior parte di esse possano sembrare ovvie e scontate agli “addetti ai lavori”.
Credo anche, però, che ciò che risulta ovvio a “noi” non lo è per gli uomini di marketing presenti nelle aziende (che per ora sono ancora quelli che decidono); inoltre alcune delle tesi lanciano provocazioni e spunti molto originali!
Ma è soprattutto il filo rosso che lega le 91 tesi ad essere di fondamentale importanza al giorno d’oggi… E questo filo rosso è evidentissimo dalla tag cloud del testo (creata con wordle):

CONVERSAZIONE e PERSONE… ecco il filo rosso… ecco cosa conta nella comunicazione aziendale oggi… ops… ma sono le stesse keyword di quel manifesto di 10 anni fa!

Magari allora erano ancora preponderanti aziende e mercati, ma già si parlava di conversare con persone piuttosto che colpire target…
Evidentemente le aziende non hanno ancora aperto bene le orecchie e gli occhi. Come dice Gianluca nella tesi n° 18:
(Aziende) Se ancora pensate che “tanto i nostri clienti non parlano tra di loro” può significare che avete perso il contatto con loro, oppure che i vostri prodotti sono insignificanti o terribilmente noiosi – in entrambi i casi, avete un problema.
Tutto questo se da un lato mi rattrista, dall’altro mi conferma che esiste una grossa opportunità per chi saprà essere lungimirante e vorrà mettersi in discussione (nel senso di lasciare che le persone discutano di lui)!
Grazie a [mini] per avermi spinto a riflettere!



18 dicembre 2008 

ciao, grazie del commento.
in effetti, è esattamente come dici tu: molte cose gli addetti ai lavori le conoscono a memoria. l’idea dell’ebook era proprio di cercare di uscire dal blog e raggiungere anche tramite un linguaggio semplice e conciso, persone che non leggono abitualmente gli addetti ai lavori.
ciao
gluca
Complimenti per l’uso creativo di wordle! In merito alle aziende ancora non pronte a conversare, personalmente penso che il problema sia molto di più legato ai prodotti che al metodo di fare comunicazione e marketing. In fondo, ascoltare e utilizzare i nuovi media è “relativamente” facile; molto più difficile mettere in discussione veramente i propri prodotti, poichè significa scarnificare totalmente le aziende.
Francesco
Si Francesco, è proprio così… ritorniamo al concetto delle “polpette di carne” espresso da Godin nel libro di cui parlavo qualche post fa:
“se avete sempre prodotto e venduto polpette di carne con i metodi del marketing tradizionale, non crediate che basti metterci sopra un po’ di panna montata e sciroppo (il nuovo marketing) per essere migliori e vendere di più.
Le polpette di carne con la panna montata faranno venire l’indigestione ai vostri consumatori!”