Kawaletture: Non avevo capito niente – De Silva
“Prendete la persona più simpatica che conoscete. Poi quella più intelligente. Adesso quella più stupida e infantile. Più generosa. Più matta. Mescolate bene. Ecco, grosso modo, il protagonista di questo libro.”
Ho seguito il consiglio di un amico (che ormai è stato eletto consigliere ufficiale di libri da leggere
) ed ho comprato e letto tutto d’un fiato “Non avevo capito niente” di Diego De Silva.
Un romanzo di quelli che li leggi dall’inizio alla fine perchè, già dopo qualche pagina, ti affezioni al protagonista e non ne puoi più fare a meno.
La trama:
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d’ufficio di un becchino di camorra detto “Mimmo ‘o burzone” e, arrugginito com’è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull’amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.
Quando un libro mi fa fare la figura del deficiente sull’autobus (avete presente quando cominciate a ridere da soli mentre leggete, e la gente vi guarda come se foste degli alieni o dei dementi), allora vuol dire che mi è veramente piaciuto.
Non avevo capito niente è un ottimo libro (non un capolavoro) che ti fa sorridere (direi anche ridere di gusto) lasciandoti comunque un tarlo in testa…
Come recita la retrocopertina:
“Capace di dire cose grosse con l’aria di sparare fesserie, di parlarci di camorra come d’amore con la stessa piroettante, alogica, stralunatissima forza, Malinconico ci conquista nel più complesso dei modi: facendoci ridere.“



4 novembre 2008 

L’ho letto qualche tempo fa.
E’ veramente un libro godibile!