Analizzando la Kawa Long Tail
Il concetto di “coda lunga” si è imposto all’attenzione degli addetti ai lavori a seguito di un articolo di Chris Anderson, pubblicato da Wired Magazine nel 2004, intitolato appunto The long tail.
Si sente sempre più spesso parlare di coda lunga applicata alle keywords dei motori di ricerca: analizzando le parole chiave attraverso le quali gli utenti arrivano al proprio sito è infatti possibile verificare il numero di accessi associato a ciascuna parola o frase utilizzata dagli utenti dei motori di ricerca.
Esistono casi in cui le prime 10 keywords generano la maggior parte del traffico proveniente dai motori di ricerca, ma ci sono siti per cui vale l’esatto contrario.
Gli esperti, come Susan Geraeds di Venere, consigliano di lavorare con le parole-chiave della long tail per ridurre lo sforzo (e il relativo costo) per posizionarsi in alto nei motori di ricerca e per ottenere una generazione di tassi di conversione più elevati (essendo la long tail l’espressione di esigenze precise e non generiche degli utenti).
Ma dalla long tail delle keyword a volte vengono fuori strane sorprese, e analizzarla può essere un modo per farsi due risate.
Davanti a keyword di accesso come questa voi che fareste?
Ottimizzereste???



4 ottobre 2008 

Beh… se ottimizzi faccelo sapere
Scherzi a parte, è difficile trovare una nicchia di mercato per cui vale la pena ottimizzare, specie se si lavora di adsense
Al di là della coda lunga; al di là dell’ottimizzazione; al di là di tutto…
Io mi fermo un attimo e penso a chi è costui… e un po’ di pietà per queste ragazze distrutte in quel modo lì!
Ci vedo un’applicazione della legge di Pareto dell’80/20%.
Alex
@ account: LOL!
dico che sei un grande .. ma così si sfalza tutto..
ormai il fake regna sovrano e gli utenti sono sempre + immuni a tutto ciò…