Carrefour Assago: gli sviluppi

carrefourLa triste vicenda di discriminignoranza – neologismo creato per l’occasione – avvenuta al Carrefour di Assago il 13 settembre è giunta ad una svolta importante.

Dopo la mobilitazione della blogosfera, in seguito al post di Barbara, il successivo Googlebombing e la risposta ufficiale di Carrefour tramite un freddo comunicato stampa, è arrivata la telefonata tra Barbara e l’AD di Carrefour Italia Brambilla.

La telefonata è servita a chiarire gli eventi, a dare maggiori indizi per l’identificazione della famosa signorina “se non è normale non lo porti in mezzo alla gente” – che, quindi, presumo, non ha neanche avuto il coraggio di farsi avanti da sola! – e a prendere decisioni sul da farsi.

Carrefour ha gentilmente offerto omaggi e buoni sconto come risarcimento, ma Barbara ha rilanciato in grande stile: vorrebbe, al posto di qualsiasi risarcimento nei suoi confronti, che Carrefour indicesse una raccolta fondi per un’associazione di ricerca che si occupi di studiare l’autismo.

Scrive Barbara:

Grazie al cielo, mio marito lavora come un mulo per garantirci uno standard di vita dignitoso, non ho bisogno di omaggi, buoni sconto o di richiedere risarcimenti. Mio figlio è un bambino più fortunato di altri. La sua voce è stata sentita anche se le sue corde vocali non l’hanno fatta uscire. E so che aiutare gli altri sarà una cosa che da grande lo renderà fiero. Come rende orgogliosa la sua mamma, ogni volta che si veste in arancione.

Tanto di cappello Barbara! Davvero una grande mossa!

Per quanto riguarda l’aspetto più puramente comunicativo della vicenda, sono d’accordo con Mauro, i dipendenti o collaboratori di un’azienda sono l’azienda stessa; e concordo anche con Luca De Biase, la vicenda Carrefour difficilmente verrà dimenticata.
A Carrefour – ma ad ogni altra azienda si trovi in una situazione del genere –  è data la possibilità di farsi ricordare positivamente o negativamente a seconda di come si decide di intervenire nella conversazione.

Se Carrefour avvierà davvero quella raccolta fondi e prenderà provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato dando un’immagine sbagliata dell’azienda all’esterno, allora potrà trasformare l’ondata di critiche in qualcosa di positivo.

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2 Responses

  1. Giustissimo! Ecco a cosa serve il marketing passaparola! Si trovano ad un bivio: fare la cosa giusta e ascoltare, oppure tappare le orecchie e farsi travolgere. Nel mondo dei blogger di questa notizia si sta parlando da più parti e ci vuole poco prima che uno inizi a far girare una catena di sant’antonio sull’argomento

  1. settembre 22, 2008

    Blogger e responsabilità….

    Internet è uno strumento potentissimo. La gente lo usa per discutere, mantenere i contatti, comunicare sentimenti ed emozioni. I più giovani vanno anche oltre, riuscendo a fare di internet il loro modo di vivere. Sono i figli di Youtube, dei blog, de…

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