FoolDNS: l’ammazza banner
Ho ricevuto da Luca un invito per provare FoolDNS, il sistema ammazza banner semplice e indolore.
Il progetto è opera di Matteo Flora, sotto i riflettori della blogosfera per la sua consulenza nell’affair Mediaset Vs YouTube, e Giuseppe Marocchio.
FoolDNS è un servizio di DNS libero e gratuito che mira a proteggere la privacy dell’utilizzatore.
In aggiunta a questo, FoolDNS non si configura come Fornitore di Connessione e non è obbligato, quindi, a censurare i domini web facenti capo a ThePirateBay e ai siti di scommesse, oltre ad eliminare buona parte dei sistemi di tracciamento online e dell’Advertising.
Questo è quanto scrivono i fornitori del servizio sul sito.
Ma veniamo al test. Il sistema funziona. La navigazione risulta anonima e i banner e gli AdSense spariscono, sostituiti dai cappelli da giullare del logo di FoolDNS e da un box di testo che comunica che in futuro (utilizzando FoolDNS) sarà presente un solo banner per pagina web.


Perchè come è scritto sul sito:
Guadagniamo servendo banner anche noi. Uno per pagina.
Con un preciso codice Deontologico ed Etico, che dice in pratica: non profiliamo l’utente, erogheremo i banner da un Ad-Server che NON mantiene traccia degli IP per più di 35 giorni (il mese e qualche giorno per redigere report anonimizzati), non faremo cross-compare tra siti, non promuoviamo prodotti per minori, non proponiamo prodotti lesivi per il consumatore.Siamo convinti sia l’unica scelta per salvare l’Advertising Online.
Ecco, è proprio di questo che NON sono tanto convinto io.
In primo luogo perchè, se si diffondesse l’uso di FoolDNS o simili, sarebbe la fine dei servizi free e di tanti progetti web che si sostengono grazie agli introiti di Google AdSense e circuiti simili.
In secondo luogo perchè eliminando TUTTI i banner dai siti si perde l’opportunità di sfruttare questi spazi in modo creativo. La maggior parte dei banner sono noiosi e brutti, ma ci sono anche casi di banner veramente belli, che quasi ti verrebbe voglia di “likarli”, “bookmarkarli”, “twitterarli”, “friendfeedarli”, “shararli” o robe così, come indicava Gianluca nella sua Teoria del Banner Sociale.
Personalmente sono più vicino alle posizioni di Metafora AD Network che, piuttosto che eliminare la pubblicità tabellare, si sforza nella ricerca di una soluzione per la gestione della pubblicità sui siti del network che contribuisca a sostenere i costi dei progetti online in modo etico e soddisfacente per chi scrive, per chi investe e per chi legge.
E voi, che ne pensate? Li ammazziamo o no questi banner?


10 settembre 2008 
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