Virgin Day: partecipa al matrimonio dell’anno!
Il 24 luglio si celebrerà ad Ostia il matrimonio dell’anno!
A “sposarsi” saranno Virgin Active – nota catena di villaggi fitness – e un’altro misterioso brand internazionale.
L’evento è stato comunicato proprio in questi giorni con una campagna di guerrilla marketing street marketing ideata dallo Studio Hangloose di Roma.
3 ragazzi e 3 ragazze vestite con i colori Virgin hanno “assaltato” le più importanti location di Roma ed Ostia, invitando la gente a partecipare al loro “matrimonio“.
Alle persone fotografate venivano regalati dei gadgets e consegnato un biglietto… o meglio… una partecipazione.
Creati per l’occasione un MySpace dedicato all’evento, un profilo Flickr ed uno Facebook.
I primi 300 che si presenteranno alle ore 19:00 presso il Club Virgin Active di Roma Ostia (Parco del Canale dello Stagno – Via Mar dei Sargassi – 00122 Ostia Lido), muniti di invito, potranno partecipare a questa incredibile serata.
Inoltre i più veloci potranno prendere parte ad un party esclusivo in una location “segreta”.
Che dire… auguri e… figli maschi!



23 luglio 2008 

Dai su, ma per piacere…come si fa a definire una “campagna di guerrilla marketing” 6 persone in costume da mare che vanno a distribuire volantini in giro??!!
Concettualmente l’idea di matrimonio tra ragazzo e ragazza che simboleggia quella tra i due partner sponsor ci sta, ma per parlare di guerrilla marketing si sarebbe dovuto organizzare qualcosa di mooolto lontano da ciò che è stato fatto.
In realtà hai ragione… la definizione del comunicato stampa è un po’ forzata… sarebbe stato più giusto definirla street marketing… Ma già nel penultimo post mi è capitato di precisare sulle definizioni e non mi andava di sembrare spocchioso
Il tuo commento però mi ha convinto… Ora rettifico. Gracias
In realtà si tratta di un mix di guerrilla e street mkt.
guerrilla perchè la tecnica utilizzata per il transport (i promoter erano nascosti dentro un camper e uscivano solo nelle location scelte) e l’abbigliamento fuori legge sono tali (non si può circolare per la città in costume da bagno appunto!!)gli attacchi alle location sono stati veloci e repentini …e poi prevede l’utilizzo di social network e video viral …street mkt e azione teaser anche…ci sta tutta!!
Una rifelssione: con tutte queste definizioni da “puristi” del marketing non se ne esce + fuori…vogliamo dire più in generale che si tratta di attività di marketing non convenzionale?? ma si forse è la collocazione + giusta!
Ciao Alo,
d’accordo con te sulla questione delle definizioni… Forse ce ne sono troppe… Ma non sul “puristi”… Vallo a dire ai britannici o agli americani che fare differenza tra street, guerrilla e ambient è “da puristi”… Per noi italiani (forse) è così… ma non è detto che abbiamo ragione noi (anzi, io credo proprio di no!). Il fatto è che da noi VERE azioni di marketing non convenzionale se ne vedono davvero poche e quindi è facile fare confusione… Abbiamo ancora molto da imparare
si si …sono d’accordo…è per questo che secondo me c’è un abuso di utilizzo di terminologie!!! in italia…volevo essere ironico con i puristi!
Ho avuto la fortuna di lavorare per brand internazionali…dove ti “alzano da terra” se utilizzi termini non corretti…
Questa comunque è un’azione di marketing non convenzionale…e visti i tempi di esecuzione e budget a disposizione…fatta egregiamente!
Si…abbiamo da inventare…non da imparare!! A furia di imparare ho visto tante brutte copie!
grazie
La creatività/inventiva è l’unica cosa che non ci manca… Intendevo che abbiamo da imparare su come metterla a frutto.
Grazie a te!
Sono d’accordo con voi ragazzi. In Italia c’è ancora molta confusione sul marketing non convenzionale e spesso i termini sono usati a sproposito…giustamente non stiamo qui a sindacare sulle definizioni, anche perchè spesso le azioni sono frutto di una commistione di diversi elementi, però credo che un minor pressappochismo sarebbe necessario. Trovo che ci siano diverse azioni nel nostro Paese fatte alla buona, per “seguire la moda”. Il problema è proprio questo secondo me: qui non siamo di fronte ad una moda da scopiazzare alla meno peggio, qui siamo di fronte ad un modo diverso di comunicare che non ancora è stato ben recepito da molti dei professionisti operanti nel settore.
Per ciò che riguarda l’azione dell’articolo, credo che da un punto di vista teorico possa essere definita “non convenzionale” (trovo giuste le considerazioni fatte da alo), ma da un punto di vista d’impatto, sorpresa, clamore o fantasia sia distante da tale definizione.