No-l-ita… No… davvero… NO!

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2 Risposte

  1. lillipizzana ha detto:

    piu’ di due parole per la pubblicita’della modella anoressica che sponsorizza il marchio “Nolita”. Marchio trendy– creato da un italiano gozzovigliante incrociato a Ny–Nolita, il nuovo quartiere “cool”e cosi’chiamato dall’acronimo; “NOrth of LIttle ITAly” = Nolita.

    La campagna? La trovo oscena–nel vero senso della parola di “eccessivamente” in scena. Un genere che il nostro pare prediligere nei suoi momenti di struggente creativita’. Che Toscani si permetta di sfruttare e mercificare nel modo piu’ abbietto le tragedie umane contemporanee e’ non solo disdicevole, ma dovrebbe essere perseguito a norma di legge, o perlomeno dare adito a “class action suits” da milioni di euro (come negli USA) da parte degli interessati, le loro famiglie e gli enti umanitari di supporto a tali devastanti malattie. Vorrei ricordare anche un’ altra geniale creazione del nostro orgoglio nazionale. Si tratta della campagna Benetton inizio anni ’90 in cui troneggiava una foto in bianco e nero incorniciata da sfondo nero. La foto e’ naturalmente in B N, che tradizionalmente si addice a contenuti tragici e/o truculenti–dai reportage di guerra alla tortura cinese dei mille pezzi– e ritraeva un malato terminale di AIDS, pelle e ossa, genitori a fianco. Sotto, nella cornice nera, in bianco, il numero verde per ordinare gratis il catalogo di Benetton.

    Ora non e’ chiaro se Toscani sia talmente impervio di meningi da non capire quello che sta facendo, o cosi’ cinico e pronto ad asservire tragedie che affliggono l’umanita’ a coloro che venderanno maglioncini a pochi. Maglioncini peraltro a sovrapprezzo, visto che in media, in qualsiasi prodotto di consumo il 70% va ai costi di pubblicita’ e marketing. Non ho mai sentito peraltro che Toscani–uno dei fotografi pubblicitari piu pagati al mondo– abbia almeno devoluto una parte dei suoi introiti alle associazioni che assistono questi malati.

    Tornando ai capolavori “di impegno sociale” toscaneschi (speriamo che il toscanismo non dilaghi come tutti gli -ismi della storia), visto che gli stilemi del tragico lui li conosce bene–il bianco e nero e la specificita’ del soggetto fotografato; i.e. una persona che soffre–il tutto pare indicare che Toscani queste cose le sa e scaltramente le sfrutta mercificando tragedie per vendere prodotti di consumo possibilmente a gente sana.

    Il cinico annientamento del significato tragico di queste immagini lascia solo questo macabro significante che non significa niente. Significante puro e fluttuante con impatto visivo come si conviene all’economia tipica della pubblicita’ e privato cosi’ del suo significato tragico. Altro che “presa di coscienza su questa terribile malattia”! e tutte le altre cazzate che spara Toscani con la sua tipica pompa pseudo-intellettuale, auto- incensante le sue “opere d’arte” nate da colpi di genio creativo (ma che qualcuno almeno gli impedisca di parlare!!!) e tutti gli eco degli “esperti sociologi” imbecilli o scaltri che siano. Tutte stronzate di una banalita’, sentimentalismo e bigotteria veramente sbigottanti. E considerando che il grande pubblico affida la propria opinione e decodifica della realta’ a tali media, eminenze della critica e letteratura divulgativa imperanti nella nostra societa’, tutto il mondo, ignaro dell’ignobile operazione, applaudira’ Toscani per il suo “impegno sociale”…

    Ecco come siamo messi. Un altro spettacolare colpo di coda della post-modernita’, che sembra non esaurirsi mai ma riprodursi per endogenesi e mutare come un virus bastardo e impossibile da combattere.

  1. 30 Settembre 2007

    […] dove ci spingeremo? Interessante il post di kawakumi sull’ultima trovata di Oilviero […]

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